
In queste ultime settimane il famoso “fronte di convergenza intertropicale”, meglio noto con la sigla di “ITCZ”, ha continuato gradualmente a marciare verso nord, seguendo i passaggi “zenitali” del sole, che proprio in questo periodo dell’anno sono sempre più prossimi al tropico del Cancro. Al momento il “fronte intertropicale” sta presentando una posizione molto avanzata sul Pacifico orientale, dove proprio nei prossimi giorni i moderati venti meridionali, collegati al flusso dell’Aliseo di SE (attivo nell’emisfero australe), dopo aver oltrepassato la linea dell’equatore, irromperanno sull’emisfero boreale, con una ventilazione da Sud e S-SO, pronta a salire di latitudine (fino ai 10° di latitudine nord) e ad interagire e a convergere con le correnti orientali, legate all’Aliseo di NE (sull’emisfero boreale), in uscita dalle alture dell’America centrale. L’interazione fra gli Alisei dei due emisferi favorirà lo sviluppo di importanti moti rotatori nei bassi strati, che strutturandosi anche alle quote superiori della troposfera e associandosi all’intensa attività convettiva che caratterizza l’“ITCZ“, potranno successivamente evolvere in vere e proprie circolazioni depressionaria tropicali, capaci di trasformarsi in depressioni o tempeste tropicali (le prime per il 2013 sul Pacifico orientale). Fra l’11 e il 20 Maggio l’”ITCZ”, sul settore africano, si è spinto molto lentamente verso latitudini più settentrionali, mantenendosi attorno alla media climatologica del periodo compreso tra il 1979 ed il 2009, sia sul fronte occidentale che su quello orientale.
Sull’Africa occidentale la linea dell’”ITCZ” è riuscita a spingersi sino ai 14.8° – 14.9° di latitudine nord, presentando un posizionamento notevolmente superiore rispetto alla posizione registrata fra il 1 e l’11 Maggio. L’avanzamento maggiore del “fronte intertropicale” si è registrato su una larga fetta del Senegal orientale, sul Mali e sul Niger occidentale. Un più piccolo arretramento, invece, si è potuto riscontrare in questi ultimi giorni, specie sulla Nigeria nord-orientale, dove si è verificata una attenuazione delle precipitazioni convettive, che si sono concentrate sulla Nigeria orientale e sud-orientale. Proprio sulla Nigeria sud-orientale, nell’umida regione del Biafra, nella seconda decade di Maggio in varie località si sono accumulati fino a 150-200 mm di pioggia, a seguito dello sviluppo di grossi “Clusters temporaleschi” e sistemi temporaleschi di carattere “Multicellulare”, esaltati dall’ampia divergenza fra le sostenute correnti orientali dominanti nella media troposfera e l’umida e calda ventilazione sud-occidentale (il cosiddetto “Monsone di Guinea”), nei bassi strati, che dal golfo di Guinea risale verso l’entroterra di Nigeria e Camerun, richiamata dalla profonda depressione termica che in questo periodo dell’anno si forma sopra la vasta regione saheliana (in conseguenza ai passaggi “zenitali” del sole).

Sul fronte dell’Africa orientale il “fronte di convergenza intertropicale” è tornato a posizionarsi vicino alla media climatologica per il periodo, dopo una iniziale spinta anomala verso nord registrata nel corso della prima decade di Maggio. Il massimo arretramento ha interessato la regione del Darfur e una larga fetta del Sudan meridionale. L’abbassamento di latitudine è stato indotto da un progressivo rinforzo della secca ventilazione da NE e N-NE sull’entroterra desertico sudanese, la quale ha contribuito a far ripiegare verso sud l’umida ventilazione meridionale, legata al “Monsone di Guinea”, in risalita dalle latitudini equatoriali. Un lieve aumento di latitudine si è registrato sull’altopiano Etiope e sull’arida regione della Dancalia. Ciò spiega l’anomala intensificazione dell’attività “termoconvettiva” fra i rilievi centrali dell’Etiopia e quelli dello Yemen occidentale, in questi giorni interessati da frequenti acquazzoni e temporali pomeridiani che sono stati in grado di scaricare importanti accumuli pluviometrici per il mese di Maggio. Un significativo surplus idrico si è visto sui rilievi yemeniti occidentali e nell’area vicino la capitale San’a , dove per vari giorni, durante le ore pomeridiane, si sono formati frequenti temporali di calore, caratterizzati da attività elettrica e rovesci piuttosto localizzati. Nei prossimi giorni l’”ITCZ” dovrebbe portarsi oltre i 15° di latitudine nord sull’Africa occidentale, a causa di un ulteriore intensificazione del flusso meridionale in area saheliana, legato al “Monsone di Guinea”.
Gli umidi venti da S-SO e SO, provenienti dal golfo di Guinea, entro la prima decade di Giugno invaderanno buona parte dell’Africa sub-sahariana, dando inizio alla stagione delle piogge “zenitali” sulla vasta regione semi-desertica del Sahel, dove le popolazioni locali, stremate dal caldo e dalla lunga stagione secca, non aspettano altro che l’arrivo dell’acqua per mandare avanti i raccolti. Durante la prima decade di Giugno, con l’allungamento verso nord del “fronte intertropicale”, si avrà come prima conseguenza diretta l’irrobustimento delle cellule anticicloniche sub-tropicali presenti sopra la vasta e sterminata regione sahariana. Ingrossandosi ulteriormente e inglobando al suo interno masse d’aria molto calde e secche, frutto della notevole “Subsidenza atmosferica” in azione sopra l’area desertica sahariana, il vasto promontorio anticiclonico sub-tropicale presente sopra l’entroterra algerino e libico tenterà nei prossimi giorni di estendere i propri elementi più settentrionali in direzione del bacino centrale del mar Mediterraneo, ripristinando una nuova fase di stabilità e caldo in ulteriore intensificazione, più consona per la stagione estiva. Le regioni meridionali e le isole maggiori saranno le aree maggiormente interessate dall’avanzata dell’alta pressione di matrice africana, che convoglierà in quota aria piuttosto calda e secca che contribuirà a far aumentare i valori di geopotenziale in quota, pronti a rendere l’atmosfera maggiormente stabile per il lancio della stagione estiva sul bacino del Mediterraneo nel corso della prima parte di Giugno.


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