Piogge torrenziali in Veneto, picchi di 160mm ma continua a diluviare: allerta meteo fino a domani

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Credit: ESA
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Sin dalle primissime ore si sono verificate insistenti precipitazioni, anche abbondanti e a tratti intense con rovesci. I maggiori quantitativi si riferiscono a Prealpi, Dolomiti centro-meridionali, pianura centro-settentrionale. Lo rende noto il Centro funzionale della Protezione Civile della Regione Veneto. Il massimo è di 157.8 mm, rilevato a Passo S. Caterina di Valdagno; il minimo è inferiore ai 10 mm e si riferisce all’estremo sud- est della regione. I fenomeni si sono via via ulteriormente attenuati sulle zone centro-meridionali. Nelle ultime ore non ci sono state variazioni significative, ivi compresa una certa insistenza dei fenomeni sulle zone prealpine e pedemontane, ma anche un diradamento graduale dei fenomeni da sud-ovest in pianura. Si segnalano i 14 mm/h registrati a Valpore di Seren del Grappa (BL). Idro La situazione è molto critica nel veronese e nel vicentino. Il sistema Chiampo-Alpone ha già esondato, allagando la zona di San Vito; l’Agno e il Bacchiglione sono in forte aumento. Nel resto della regione i livelli sono in aumento, ma non hanno ancora raggiunto situazioni di particolare criticità.  Proseguirà la tendenza già avviata, di traslazione graduale dei più significativi nuclei di precipitazione verso nord- est. Avremo quindi delle pause a partire dalla pianura meridionale e centrale, ma anche dalle Prealpi veronesi. Per il resto, rovesci e locali temporali saranno sempre più probabili specie sulle zone nord-orientali di pianura e Prealpi. Proseguirà la medesima tendenza del periodo precedente, con cessazione dei fenomeni su aree sempre più vaste ma anche locale persistenza specie sulle zone centro-orientali di Prealpi e pianura. Il persistere delle precipitazione sulle prealpi occidentali renderà ancora più critica la situazione su Chiampo- Alpone, Agno-Guà e Bacchiglione. Il picco del Bacchiglione a Vicenza è previsto per le ore 21. L’intensificazione dei fenomeni sulla parte nordorientale della regione potrebbe provocare un ulteriore innalzamento di Muson e Monticano.