La primavera è la stagione in cui molte piante hanno il loro periodo di fioritura. Ma per coloro che soffrono di allergie, ciò può rappresentare un serio problema. In realtà la stagione dei pollini inizia a gennaio, ben prima della primavera, e termina a ottobre. Ma la massima concentrazione dei vari tipi di polline nell’aria si registra tra aprile e giugno. La patologia allergica si manifesta con disturbi, anche gravi, delle funzioni respiratorie.
La pollinosi è una delle più tipiche malattie allergiche. Essa è dovuta alla inalazione di pollini che vengono trasportati dalle correnti aeree anche a notevoli distanze dai luoghi dove vengono prodotti I sintomi più comuni sono rappresentati da riniti, congiuntiviti e talvolta da asma bronchiale.
In Italia, purtroppo, non abbiamo ancora una rete di rilevazione estesa a tutto il territorio nazionale.
Il monitoraggio aerobiologico è affidato al personale tecnico delle Sezioni provinciali dell’Agenzia Regionale per la Prevenzione e l´Ambiente (ARPA) dell´Emilia-Romagna, che provvedono anche alla diffusione dei dati a livello locale.
Nel bollettino dei pollini e delle spore allergeniche sono riportate informazioni relative alle famiglie botaniche maggiormente allergeniche nel periodo considerato, alle concentrazioni polliniche rilevate e alle previsioni della tendenza per la settimana successiva alla data di emissione del bollettino.
Il sito 3B Meteo emette un “Bollettino meteo dei Pollini e allergie in Italia” ovvero una previsione giornaliera della presenza di pollini nell’aria. La previsione è di tipo grafico: su una cartina d’Italia viene evidenziata una piantina che, a seconda del colore, indica la “presenza di pollini” nell’aria secondo la seguente convenzione: 1 Bianca (Assente), 2 Gialla (Bassa), 3 Arancio (Media), 4 Rossa (Alta)
I destinatari del bollettino sono principalmente medici specialisti che operano all´interno delle aziende sanitarie locali: allergologi, pneumologi, pediatri e medici di base, anche se, negli ultimi anni lo spettro d´utenza si è allargato per raggiungere tutti i soggetti interessati alla problematica fino al cittadino comune.
Il problema di come una persona allergica possa condizionare la vita di una famiglia è stato trattato dall’autore del presente articolo in un suo libro, dal titolo: “CHICCO E IL CANE”, nel quale una giovane coppia di genitori si pone il problema di poter adottare un cane, visto che la propria figlia è affetta da asma bronchiale e gli animali domestici, in genere a torto, sono ritenuti responsabili di un possibile acuirsi della malattia a causa del loro pelo.
Riportiamo un breve brano del romanzo: “Fu la donna ad esprimere subito il suo dubbio: «E Milly? Disse perplessa. Cosa facciamo se il pelo del cane dovesse provocare un danno alla nostra bambina? Una volta che lei si affeziona, sarà difficile darlo via.» «Andremo subito dal Dott. Franceschi,» rispose Alex, «sicuramente ci dirà di fare finalmente le prove allergiche di cui abbiamo parlato più volte e così vedremo. Se il pelo del cane potrebbe provocare un peggioramento ai disturbi della bambina, metteremo subito un annuncio sul “Giornale di Ostia” e lo daremo a persone in grado di accudirlo ed amarlo come merita, prima che entrambi possano affezionarsi, altrimenti lo terremo.”
Se invece qualcuno volesse dire la sua sulle previsioni meteo dei pollini o di altro tipo, può scrivere un commento nella pagina “forum” del sito http://www.alfiogiuffrida.com/ , dove è aperta una discussione dedicata a: “I servizi meteorologici in Italia”. I commenti sono liberi.



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