Secondo un recente studio condotto dai ricercatori del Pacific Northwest National Laboratory, gli Stati Uniti dispongono di risorse idriche sufficienti a produrre fino a 25 miliardi di galloni di carburante a base di alghe ogni anno, ossia pari a un dodicesimo del fabbisogno annuale del paese. La costa del Golfo e le aree sud-orientali sembrano essere particolarmente adatte alla coltivazione, in quanto offrono una buona combinazione di temperature, bassa evaporazione, accesso ad una grande varietà di acqua e molti impianti disponibili. L’analisi, pubblicata sul numero del 7 maggio su Environmental Science and Technology, mostra che è possibile far crescere alghe sufficienti a intaccare i consumi degli Stati Uniti. E sta suscitando entusiasmo nel settore. Quattro anni fa una delle principali compagnie petrolifere statunitensi di importanza mondiale, la Exxon-Mobil, ha deciso di investire nel tempo 600 milioni di dollari per questo settore. Insomma, la ricerca sui biocarburanti da alghe sembra fare passi da gigante per soddisfare la futura domanda di energia e divenire un’opzione commercialmente valida. C’è però chi non ritiene ancora pronto tale sviluppo: secondo un rapporto del National Research Council americano la produzione di biocarburante estratto dalle alghe per soddisfare almeno il 5 per cento – circa 39 miliardi di litri – del fabbisogno statunitense di carburante per il trasporto, imporrebbe una domanda insostenibile di energia, acqua e sostanze nutritive. Affinché i biocarburanti algali possano realmente rappresentare il futuro della mobilità a motore, quindi, è necessario continuare nella ricerca e nello sviluppo al fine di migliorare i ceppi algali, ridurre il fabbisogno energetico durante tutte le fasi di produzione, migliorare i materiali e i metodi per la coltivazione e la lavorazione delle alghe. A ciò deve essere affiancata una valutazione della sostenibilità lungo tutta la catena di fornitura, unitamente ad un’analisi dell’impatto cumulativo di uso delle risorse e degli gli effetti per l’ambiente, così come ad un’analisi del rapporto costi-benefici.


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