E’ iniziata l’avventura di Luca Parmitano sulla Stazione spaziale internazionale (Iss). Parmitano astronauta dell’Agenzia spaziale europea (Esa) e pilota sperimentatore dell’Aeronautica militare restera’ per circa sei mesi in orbita a bordo della Stazione per la missione ‘Volare’ dell’Agenzia spaziale italiana (Asi). La Soyuz TMA-09M e’ partita ieri alle 22:31 ora italiana dalla base russa di Baikonur, in Kazakhstan, dalla stessa rampa dalla quale decollo’ nel 1961 la Vostok con a bordo il primo cosmonauta della storia, Yuri Gagarin. Con Parmitano, sulla Soyuz il comandante russo Fyodor Yurchikhin e l’americana Karen Nyberg. La capsula con i tre cosmonauti si e’ agganciata alla Iss questa mattina alle 4:16 dopo meno di sei ore di volo. E’ stato un viaggio record, un vero e proprio inseguimento rapido che ha permesso agli astronauti per la seconda volta, di agganciarsi alla Stazione spaziale poche ore dopo il decollo. Un altro record e’ quello che Parmitano raggiungera’ il prossimo luglio, quando sara’ il primo italiano a compiere delle passeggiate spaziali. ”Ho fatto tanto per farlo entrare sulla Stazione spaziale e lui poi esce”, ha detto scherzando il presidente dell’Asi, Enrico Saggese, nella cerimonia organizzata a Roma nella sede dell’Agenzia in occasione del lancio, alla quale hanno partecipato il ministro per l’Istruzione, l’Universita’ e la Ricerca Maria Chiara Carrozza, il ministro della Difesa Mario Mauro e il direttore del Volo umano dell’Esa Thomas Reiter. ”In questi momenti di crisi – ha aggiunto Saggese – questi successi spaziali dovrebbero dare un po’ di fiducia e anche uno stimolo per fare meglio e andare avanti”. Per il ministro Mauro questa missione ”ci fara’ capire come lo spazio contribuira’ cambiare il nostro modo di vivere”, mentre per il ministro Carrozza e’ un esempio ”dell’importanza della ricerca fondamentale in ambito spaziale”. Gli esperimenti in microgravita’, ha proseguito, ”hanno una grande importanza per gli studi sul fattore umano e per gli effetti che si hanno sui sistemi microbiologici. L’Italia e’ all’avanguardia anche in questo settore. E poi ci sono gli aspetti tecnologici. La sfida di riuscire a mandare questi moduli nello spazio e le possibili ricadute industriali. E’ un complesso di implicazioni – conclude il ministro – di cui sono consapevole anche perche’ ho lavorato in questo settore, quindi lo conosco bene. Parlare di finanziamenti pero’ e’ prematuro e ci stiamo lavorando. Essere qui oggi significa anche essere vicino a chi lavora in questo settore e come ministro ne capisco l’importanza. Dovremo poi fare un po’ di conti e capire come andare avanti”.
Spazio: con l’arrivo di Parmitano sull’SS comincia l’avventura della missione “Volare”


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