Un impegno comune di Agenzia Spaziale Italiana (Asi) e Aeronautica Militare per formare i futuri astronauti: e’ quanto auspica il presidente dell’Asi, Enrico Saggese, nel giorno della missione Volare, la prima di lunga durata nella storia dello spazio italiano. A bordo Luca Parmitano, il primo a partire della nuova generazione di astronauti dell’Agenzia Spaziale Europea (Esa) selezionati nel maggio 2009 e pilota sperimentatore dell’Aeronautica Militare. ”Abbiamo intrapreso un cammino molto lungo con i nostri astronauti, cominciato 20 anni fa. Dopo i primi cinque astronauti, adesso abbiamo il sesto e il settimo”, ha osservato Saggese. Per mantenere e dare un futuro a queste competenze, ha aggiunto, ”stiamo maturando con l’Aeronautica Militare l’idea di creare una cultura astronautica che da un lato risiede nella capacita’ dell’Asi di generare investimenti ed opportunita’, e dall’altro nella capacita’ dell’Aeronautica Militare di fornire un ottimo livello di preparazione fisica e tecnica, come quella tipica dei piloti sperimentatori”. L’obiettivo, ha aggiunto, e’ conservare questa sinergia nel futuro. Lunga anche la strada che ha portato alla missione Volare: ”e’ il frutto di un’opportunita’ creata dai rapporti bilaterali fra Asi e Nasa”, offerta all’Italia in cambio della fornitura dei moduli pressurizzati per la Stazione Spaziale Internazionale. La missione di lunga durata condotta nel 2010 da un altro astronauta italiano, Paolo Nespoli, rientrava invece in un accordo fra Esa e Nasa.
Spazio, Saggese (Asi): “unire le competenze per formare gli astronauti”


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