Il caldo in questi giorni sta per raggiungere il proprio apice sui territori semi-desertici dell’Africa sub-sahariana, dove quotidianamente i termometri riescono a sfondare il muro dei +46°C +47°C all’ombra, con picchi localmente prossimi al muro dei +48°C. Proprio in questo periodo dell’anno il sole comincia a raggiungere lo “Zenit” (raggi solari perpendicolari sull’orizzonte durante le ore centrali del giorno) sulla vasta regione arida del Sahel, determinando l’inizio della stagione calda che si afferma in primavera, fra l’Africa equatoriale e la vasta regione semi-desertica del Sahel. In questi ultimi giorni la calura inizia a farsi sempre più insopportabile anche per le stesse popolazioni locali dell’Africa sub-sahariane, ben abituate al super caldo che caratterizza il periodo primaverile, stagione di transizione che funge da calamita per le piogge “zenitali” estive, che da Giugno e Luglio si spingono fino ai confini meridionali della regione desertica del Sahara, con la risalita verso nord del “fronte di convergenza intertropicale”. Il caldo che sta interessando le aree continentali dell’Africa sub-sahariane è accompagnato dai sostenuti, torridi e polverosi venti di “Harmattan” (che altro non è che il corrispondente dell’Aliseo di NE sull’area sahariana) messi in moto dal divario barico esistente fra l’anticiclone dinamico sahariano e le basse pressione termiche legate al “fronte di convergenza intertropicale”, che comincia a salire a nord del golfo di Guinea. La presenza di masse d’aria molto secche nei bassi strati, unito all’intenso soleggiamento diurno e alla totale serenità dei cieli, sta favorendo un forte riscaldamento di tutta la fascia sub-sahariana.
Finora le temperature più elevate si sono registraste sull’entroterra senegalese e sulle aree limitrofe, dove la colonnina di mercurio ha superato la soglia dei +47°C. Per ben due volte a Matam si è registrata una massima di ben +47.0°C. Da notare, però, come se sull’entroterra interno senegalese siamo ormai entrati nella fase clou del periodo più caldo dell’anno, lungo le aree costiere, come sulla capitale Dakar, il clima diviene molto più fresco e umido, vista la notevole influenza oceanica con le sue miti brezze. Ciò spiega perché fra Dakar e la città di Matam abbiamo una ventina di gradi di differenza nelle temperature. Ma nella giornata di martedì 7 Maggio 2013 per pochi decimi si è arrivati a sfiorare il record nazionale di caldo del Gambia, dopo che Jenoi ha archiviato una temperatura massima di ben +45.0°C all’ombra. A solo mezzo grado dal record di Basse Santa Su, tuttora record nazionale di caldo del Gambia. Ma nei prossimi giorni non si può escludere che tale record assoluto di caldo possa essere facilmente abbattuto, visto il persistente soffio dei torridi e polverosi venti di “Harmattan”, da E-NE e NE, che continueranno a sospingere verso il Gambia e l’entroterra senegalese masse d’aria veramente roventi, sospinte dall’entroterra desertico del Sahara.
Più ad est, in Niger, vanno segnalati pure i primi +45.5°C di Tillabery, sempre più vicina al rispettivo record assoluto di caldo. La forte calura accumulata negli strati più bassa della troposfera, in prossimità del suolo, sta favorendo la formazione della tipica depressione termica che proprio fra Maggio e Giugno comincia ad instaurarsi sull’area saheliana, con valori barici che possono scendere anche al di sotto dei 1004-1000 hpa, contribuendo così ad esacerbare il “gradiente barico orizzontale” fra l’area del golfo di Guinea e la bollente fascia desertica sahariana. Tale divario barico, andandosi ad inasprire, tende a rafforzare il flusso legato all’umido “Monsone di Guinea”, prodotto dall’incremento del “gradiente termico” e del “gradiente barico” fra il golfo di Guinea e la fascia saheliana (confini meridionali del Sahara), che come detto proprio in questo periodo comincia a scaldarsi notevolmente, favorendo lo sviluppo di una depressione termica nei bassi strati, con valori sotto i 1005-1000 hpa. Nei prossimi giorni, l’ulteriore riscaldamento dei territori semi-desertici dell’Africa sub-sahariana, indotto dai passaggi “zenitali” del sole, tenderà ad esacerbare il divario termico e pressorio fra il golfo di Guinea e il Sahel, favorendo un ulteriore intensificazione del “Monsone di Guinea” che riuscirà ad inoltrarsi oltre gli 11° 13° di latitudine nord. Già in questi giorni, su molti paesi che sorgono nell’area di Guinea, l’umida ventilazione da S-SO e da SO, legata al “Monsone di Guinea”, si sta facendo sempre più sostenuta, riuscendo a penetrare fino al cuore della fascia saheliana, fino al Ciad meridionale, sud del Niger e del Mali, dove al suolo i venti cominciano a disporsi da SO e O-SO. Chiaro segnale che l’ITCZ, seguendo i passaggi del sole allo “Zenit”, è sempre più deciso ad avanzare verso nord, cominciando a spingere il fronte più anteriore della circolazione monsonica guieana, li dove si cela l’intensa attività convettiva annessa al “fronte di convergenza intertropicale” (sulla linea di confluenza fra i caldi venti di “Harmattan” ed l’umido “Monsone di Guinea”) in piena area saheliana, dando cosi inizio su questa la stagione delle piogge estiva. Anche questo sarà un chiaro trampolino di lancio per la ventura estate mediterranea.



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