Super caldo in India: sfondato il muro dei +48°C all’ombra, ma occhio ai violenti temporali pre-monsonici innescati dall’eccessiva calura

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Nei prossimi giorni attese massime fino a +50°C sul Pakistan centro-meridionale
Nei prossimi giorni attese massime fino a +50°C sul Pakistan centro-meridionale

Il caldo pre-monsonico comincia a farsi davvero feroce in India, dopo che nei giorni scorsi, sul vicino confine pakistano, la colonnina di mercurio localmente, per la prima volta in questo 2013, ha sfondato il fatidico muro dei +50°C all’ombra in alcune località (fortemente penalizzate dall’orografia). Su gran parte degli stati dell’India centrale ormai le temperature superano la soglia dei +45°C +46°C, avvicinandosi ai +47°C +48°C. In questo periodo dell’anno il sole prossimo allo “Zenit” (raggi solari perpendicolari sulla linea dell’orizzonte nelle ore centrali del giorno), il prevalente regime anticiclonico in quota, la debole ventilazione e l’aria molto secca nei bassi strati inaspriscono notevolmente la gran calura sull’area indo-pakistana. Nei giorni scorsi il caldo si è fatto davvero soffocante, tanto che in alcune località le temperature massime si sono avvicinate ai rispettivi record assoluti di caldo, per pochi decimi. In qualche caso, invece, il record assoluto di caldo è stato eguagliato. Questo è l’esempio di Nagpur che in questi giorni ha archiviato una temperatura massima di ben +47.8°C all’ombra, eguagliando cosi il record assoluto di caldo della città, risalente al Maggio del 1979. Da settimane Nagpur ha registrato temperature massime davvero elevate, sopra i +45°C +46°C, fino ai +47.8°C di questa settimana, valore che ha eguagliato il record assoluto. Da notare però che il record di caldo del vecchio osservatorio cittadino è di +48.6°C, segnato nel Maggio del 1954.

Heat_Wave_290413Fino ad ora l’unico record assoluto di caldo battuto è quello di Amritsar, che dopo aver raggiunto i +48.0°C ha battuto il precedente record di caldo di +47.8°C, del 9 Giugno 1995. Diventano sempre più numerose le massime over +45°C +46°C. Nei prossimi giorni, fra la fine di Maggio e la prima settimana di Giugno, la calura tenderà ulteriormente ad intensificarsi, soprattutto sulle pianure dell’India settentrionale e nelle aree semi-desertiche del Rajasthan, dove localmente si supereranno i +48°C +49°C all’ombra. Con la lenta risalita dell’anticiclone permanente sub-tropicale, verso latitudini più settentrionali, il caldo si farà davvero insopportabile in molte regioni del Pakistan centro-meridionale e sull’India occidentale, fra il Punjab e il Rajasthan.

pwp-india-gfs-edSul Pakistan centro-meridionale, specie in quelle località fortemente penalizzate dall’orografia, ubicate in profonde valli interne o canyon che le proteggono dai principali flussi eolici che si attivano sull’arido territorio pakistano, i termometri durante le ore centrali del giorno potranno oltrepassare la soglia dei +50°C +51°C all’ombra. Ciò sarà molto probabile nelle giornate con scarsa ventilazione e umidità relativa molto bassa. L’onda di calore sull’area indo-pakistana ormai si è estesa anche nella media troposfera, dove troviamo masse d’aria molto calde e secche che tenderanno a stazionare sui medesimi territori fino alla seconda decade del mese di Giugno. Questa intensa onda di calore semi/permanente fornirà anche una accentuazione dell’instabilità atmosferica, favorendo l’improvvisa formazione di violenti temporali di calore, fra il nord dell’India e il Bangladesh, accompagnati da tempeste elettriche, forti rovesci di pioggia e turbolenti colpi di vento. Questi intensi fenomeni temporaleschi, tipici nel periodo caldo pre-monsonico, scoppieranno di colpo appena il ramo principale del “getto sub-tropicale” sconfina sopra lo spesso strato di aria molto calda e secca, che in questo periodo comincia a formarsi sopra l’area indo-pakistana, innescando grandi turbolenze pronte ad estendersi fino ai limiti superiori della troposfera.

Il ramo principale del "getto sub-tropicale" sopra l'Asia meridionale
Il ramo principale del “getto sub-tropicale” sopra l’Asia meridionale

La caratteristica di questi temporali è quella di essere caratterizzati da forti “Updrafts”, visto il potenziale termico presente nei bassi strati (aria molto calda d’origine sub-tropicale continentale) che contribuisce a far esplodere verso l’alto i cumulonembi, facendogli raggiungere delle altezze considerevoli, ben oltre i 12-14 km di spessore. A queste quote le incudini dei cumulonembi tendono ad essere spazzate dai violentissimi venti della “corrente a getto” (di solito provenienti da Ovest o O-SO) e si portando a notevole distanza dalla base dei cumulonembi, divergendo verso est e assumendo il tipico asse obliquo, ben identificabile dalle moviole satellitari, causando anche una importante perdita di aria (dalla sommità) sospinta dal “getto“ stesso. In questi casi, per la perdita di molta aria pilotata dai bassi strati dai moti ascensionali, la “Cellula temporalesca” è costretta a richiamare altra aria calda dall’ambiente circostante, intensificando notevolmente il temporale che può divenire veramente forte, apportando precipitazioni molto forti accompagnate da impetuose raffiche di vento prodotte dai “Downburst” (forti correnti discendenti che raggiungono il suolo e tendono a divergere orizzontalmente in più direzioni). Intanto l’intensa calura che si sta accumulando nei bassi strati favorirà lo sviluppo della profonda depressione termica (minimo barico al suolo sotto i 995 hpa), tra l’est del Pakistan e l’India settentrionale, che fungerà da richiamo all’umido “Monsone di SO”, già attivo davanti le coste della Somalia, che nel periodo estivo, da Giugno a Settembre, dispensa intense precipitazioni su gran parte del sub-continente indiano, spesso enfatizzate dall’orografia (rilievi del Ghati e Himalaya).