Ieri sera alle 22:41 una scossa di terremoto di magnitudo 3.4 ha fatto tremare la Calabria centro/settentrionale, in modo particolare tra Cosenza e Lamezia Terme. La scossa ha avuto epicentro a largo di Amantea, nel litorale tirrenico cosentino, ed è stata distintamente avvertita in tutta la Catena Costiera. Per approfondire l’evento, abbiamo intervistato il geologo Carlo Tansi, grande esperto dell’Istituto di Ricerca per la Protezione Idrogeologica del Consiglio Nazionale delle Ricerche (Cnr) e conoscitore straordinario della sismologia calabrese. “Il Marsili non c’entra proprio niente, è stata una scossa legata alla presenza di una delle centinaia di faglie che attraversano la Calabria, e come si muovono quelle del Pollino, di Reggio e della Valle del Crati, s’è mossa ieri sera anche questa che si trova al largo di Paola e Belmonte“, ci tiene subito a specificare rispetto al tam-tam mediatico che s’è subito scatenato sui social network, ma del Marsili abbiamo già parlato pochi giorni fa con le ultime notizie dal vulcano sottomarino che al momento non desta alcun tipo di preoccupazione. Allora torniamo alla scossa di ieri sera: “in particolare le faglie in provincia di Cosenza possono essere sia a terra, come quella di San Marco Argentano che vediamo fisicamente, ma anche a mare, sotto il livello del mare, nei fondali del Tirreno, come nel caso della faglia che s’è mossa ieri sera alle 22:41“, ha aggiunto Tansi.

Nella notte e stamattina ci sono state nuove repliche, di magnitudo inferiore: “adesso dobbiamo comprendere se la scossa di ieri sera è stata l’inizio di uno sciame sismico o se è stato un evento isolato. Questo secondo caso, è quello statisticamente molto molto più probabile. Potrebbe essere stato solo uno scricchiolio di una delle tante faglie che attraversano la Regione“. Staremo a vedere. Tansi aggiunge che “la percezione del terremoto dipende dalla profondità della scossa, la profondità in cui si è avuta la rottura della roccia. Nei mesi scorsi, a largo della costa tirrenica, abbiamo avuto terremoti di magnitudo superiore a 4 ma a profondità superiore a 600km, quindi non sono stati avvertiti in superficie“.
Il geologo del Cnr spiega anche che “oggi momento non esistono elementi per fare alcuna previsione. Vorrei ricordare che il signor Giuliani dopo il terremoto di magnitudo 5 dell’ottobre scosso sul Pollino, aveva previsto un terremoto di magnitudo 6 nell’arco di una settimana, scatenando il panico. Poi non c’è stata alcuna scossa, per fortuna. Ricordiamoci di queste cose. Le previsioni non si possono fare. Se è capitato una volta su mille che è stata azzeccata una previsione, è stato solo un caso“.
Infine Tansi conclude ribadendo un concetto che su MeteoWeb abbiamo rilanciato più volte, ad ogni occasione possibile: “un terremoto di magnitudo 3.4 come quello di ieri sera, in Giappone o negli Usa non farebbe neanche notizia nell’ultima rete radio-locale, perchè il terremoto si può sconfiggere semplicemente se noi rispettiamo le leggi nel costruire le case. Il terremoto fa danni seri solo se le abitazioni sono abusive o comunque se non rispettano le norme antisismiche, così come la legge – che è rigidissima in materia – prevede. Se costruissimo bene e fossimo tranquilli, non avremmo il problema di dover prevedere il terremoto perchè anche di fronte alle scosse più forti possibili, le nostre abitazioni resterebbero in piedi“. Ma siamo sicuro che per capire un concetto così semplice e banale non dovremo subire un’altra grande tragedia? E intanto a L’Aquila gli scienziati sono condannati al carcere perchè non hanno previsto la scossa…


Vuoi ricevere le notifiche sulle nostre notizie più importanti?