Al bando straordinario per prestare servizio civile a sostegno delle popolazioni terremotate si erano presentati, tra ragazzi e ragazze, in 2.800. Ne sono stati scelti 500 e sono gia’ al lavoro per prestare la loro energia – lungo i 12 mesi del servizio – a giovani, disabili e anziani, oltre a seguire un percorso di formazione. I 500 volontari nel corso dell’anno vestiranno i panni di animatori nei centri di aggregazione giovanile, nei nidi d’infanzia o nelle strutture per anziani; di ‘tutor’ nelle scuole per fornire sostegno scolastico; di accompagnatori di anziani e disabili e di operatori nei centri di accoglienza per stranieri, minori o donne vittime di violenza. ”Per il Comune Modena, che ha tirato le fila di tutta l’operazione coinvolgendo enti accreditati e realta’ territoriali – afferma in una nota Fabio Poggi, assessore alle Politiche giovanili e presidente del Copresc Modena – l’essere riusciti a concretizzare il bando e a farlo partire in pochi mesi e’ un ottimo risultato”. I 500 volontari nelle zone terremotate hanno un’eta’ media di 23 anni; tra loro sono molte piu’ le ragazze dei maschi e, parallelamente al servizio, seguiranno un percorso formativo. Nove le aule allestite: cinque nel territorio dell’Unione Comuni Area nord, tre nell’Unione Terre d’Argine e una a Bomporto che raccoglie i volontari del territorio di Unione del Sorbara e Castelfranco. Oltre alle ore di formazione di base e al percorso specifico relativo al progetto a cui sono assegnati, i vincitori del bando straordinario seguiranno anche il corso base di protezione civile: dalle lezioni teoriche sul rischio sismico alle esercitazioni pratiche. Complessivamente sono 212 i volontari che prestano servizio nella provincia di Modena: 167 reclutati attraverso il bando nazionale, 45 tramite quello regionale, altri 17 beneficiano del bando proposto da Arci Servizio Civile che li impegna sui beni culturali. Da inizio aprile sono tutti al lavoro in 70 sedi diverse, tra associazioni di volontariato – Caritas, Ausl e Comuni – distribuite nel territorio provinciale colpito dalle scosse sismiche del 20 e 29 maggio scorso: da Finale Emilia a Carpi, da Mirandola e Cavezzo, da Castelfranco a San Felice.
Terremoto Emilia Romagna: 500 giovani al lavoro nelle zone colpite dalle forti scosse di un anno fa


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