Un libro per riflettere sulla fragilita’ degli esseri umani, delle Comunita’ e delle Chiese nei confronti di tutto cio’ che e’ imprevisto e imprevedibile: eventi come il terremoto, che mettono a nudo la poverta’ che in genere sorregge le nostre sicurezze, alla prova dei fatti estremamente fragili. Si chiama “La fragilita’ di Dio: contrappunti teologici sul terremoto”, delle Edizioni Dehoniane Bologna (EDB), a cura di Brunetto Salvarani, teologo e scrittore. Nell’ultima pagina, vengono ricordati tutti i numeri di conti correnti intestati alla Diocesi di Carpi, quella risultata piu’ colpita per l’emergenza terremoto. Il libro esce a un anno dal terremoto che ha sconvolto l’Emilia e solleva domande a cui e’ difficile dare una risposta. Ci provano teologi, filosofi e biblisti di diverse Chiese cristiane e di diverse religioni, riflettendo sulla fragilita’ di Dio e sulla fragilita’ dell’uomo. “In sintesi, in ciascuno di noi ce’ una crepa, a maggior ragione dopo il terremoto”, e’ la riflessione di uno degli autori, Maria Pia Cavani, nel contributo “La terra che vacilla”. “Non la crepa che mina la saldezza e la perfezione del blocco di cristallo, ma quella che solca la crosta del pane, perche’ sia condiviso”. “L’orologio dal quadrante spezzato di Finale Emilia e’ simbolicamente diviso tra un prima e un dopo – scrive Piero Stefani ne “Il tempo spezzato” ricordando l’immagine simbolo del sisma dell’orologio fermo sulla torre poi crollata – La fotografia della Torre e’ diventata una specie di Giano Bifronte. Il tempo non si e’ fermato per sete di futuro, ne’ sara’ conservato in ricordo di un vuoto impossibile da colmare. E’ il segno della situazione sospesa propria delle zone terremotate”. E poi il ricordo delle chiese crollate, forse non particolarmente belle o preziose, ma che rientrano “nella sfera di quelle realta’ da sempre viste di cui si apprezza il valore solo quando le si perde”. Infine l’inevitabile riflessione sul futuro. Un dramma, quello del terremoto – si legge in “Effetti collaterali” di Brunetto Salvarani che ha curato la raccolta di contributi, coinvolgendo tra gli altri anche un lama buddista e un teologo musulmano – che in ogni caso e’ destinato a durare a lungo, a incidere sulle strategie sociali, ma anche, non da ultimo, ecclesiali. La scommessa sul futuro e’ infatti se sapremo coniugare insieme la ricostruzione materiale con quella spirituale”.
Terremoto Emilia: un anno dopo un libro si interroga sulla fragilità umana


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