In questi giorni caldo e instabilità l’hanno fatta da padrone anche in molte aree dell’Asia centrale, fra le steppe del Kazakistan, l’Uzbekistan e i territori della Mongolia. La scorsa settimana l’affondo di una saccatura di origine artica verso il settore sud-occidentale del bassopiano siberiano, poi andata in “Stretching” a causa dell’avanzamento verso est-nord/est del blocco anticiclonico presente sulla Scandinavia, ha favorito l’isolamento di una goccia fredda, poi evoluta rapidamente in un “CUT-OFF” in quota, fra il settore sud-orientale della Russia europea ed il Kazakistan nord-occidentale. Più ad est la persistenza di un’altra vortice troposferico, identificabile in un “CUT-OFF” in graduale indebolimento ad una semplice “Upper Level Low”, insistente fra il sud della Siberia centrale e l’est del Kazakistan, oltre ad arrecare dell’instabilità sparsa che ha dispensato delle piogge, dei rovesci e persino qualche temporale isolato fra le steppe del Kazakistan e la Mongolia orientale, è riuscito a richiamare un’onda di calore che dal grande deserto cinese di Ala Shan si è spinta verso l’arida regione del Gobi e la Mongolia interna. L’afflusso dell’aria piuttosto calda dal deserto di Ala Shan verso l’est della Mongolia ed il Gobi, tramite l’inserimento di una moderata ventilazione dai quadranti meridionali nei medi e bassi strati, ha contribuito a far impennare i termometri su gran parte della Mongolia orientale, dove localmente è stato sfondato il muro dei +35°C +36°C all’ombra, anche in quota e sui rilievi. Nella giornata di ieri la colonnina di mercurio ha varcato il muro dei +37°C a Hanbogd, località ubicata a 914 metri sopra il livello del mare. Sempre ieri notevoli i +36.3°C raggiunti a Sainshand, ad oltre 930 metri di altezza, i +36.2°C di Unknown, a 213 metri, e i +36.0°C toccati a Zamyn-Uud, a circa 965 metri sopra il livello del mare.
Caldo e instabilità in Asia centrale; superati i +37°C in Mongolia


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