Devastanti alluvioni monsoniche sul nord dell’India, grosse frane sull’Himalaya; perchè il Monsone estivo è partito cosi in anticipo?

29906170001_2483319200001_thumb-358c6e1f49fc0514350f4a5047001712La partenza anticipata del Monsone estivo in India ha purtroppo avuto tragiche conseguenze in molti stati, sotto le pendici dell’Himalaya. Le forti precipitazioni apportate dal soffio dell’umido “Monsone di SO”, che ha risalito gli stati centrali e settentrionali dell’India, ha originato devastanti alluvioni nella regione himalayana dell’Uttarakhand, dove piogge torrenziali, enfatizzate dal considerevole “forcing” orografico esercitato dalla catena montuosa dell’Himalaya all’umidissimo flusso dai quadranti meridionali, hanno ucciso almeno 556 persone, mentre altre 5000 persone sono disperse. Secondo il Dipartimento Meteorologico Indiano, l’Uttaranchal avrebbe ricevuto più di tre volte del suo normale quantitativo di piogge atteso per il mese di Giugno. Stime satellitari indicano che in meno di 7 giorni sulla regione sarebbero caduti circa più di 500 mm di pioggia , fra l’11 e il 17 Giugno. In altre aree, specie sui rilievi più elevati, gli accumuli pluviometrici complessivi avrebbero superato la soglia dei 600 mm, o poco più, dopo giorni di continue precipitazioni persistenti e cieli coperti. In pratica sul versante meridionale della catena himalayana si è scaricata una autentica valanga d’acqua che si è riversata a valle, ingrossando repentinamente ogni corso d’acqua e fiume che scorre sulle vallate sottostanti. Molti di questi, scivolando verso le sottostanti pianure dell’India settentrionale hanno sviluppato terrificanti ondate di piena che hanno inghiottito interi villaggi e centri abitati.

Oltre alle inondazioni le piogge torrenziali di questi giorni hanno causato anche grossi smottamenti e frane di dimensioni enormi. Alcuni di questi smottamenti avrebbero coinvolto anche importanti tempi indù. Sulla montagna sopra Kedarnath, si è verificato un grosso smottamento, con un flusso di detriti che scendendo a valle ha investito diversi aree della città. Il tempio principale è stato gravemente danneggiato, e numerosi edifici della città sono stati spazzati via dai detriti. Ma frane e smottamenti hanno investito anche altre località, vicino il confine con il Nepal, dove molte strade di montagna, già piuttosto accidentate, sono state interrotte o sono finite letteralmente sbriciolate, sotto i movimenti franosi. E’ vero che l’India ogni estate, con l’attivazione dell’umido “Monsone di SO”, è abituata a fare i conti con disastrose inondazioni e alluvioni catastrofiche, che ogni anno costano la vita a centinaia di persone, con una media annua di 500 morti. Ma quest’anno l’aria carica di umidità, proveniente dalle latitudini sub-equatoriali dell’oceano Indiano, ha raggiunto in netto anticipo sui tempi gli stati dell’India centrale e settentrionale, dispensando su questi precipitazioni veramente eccezionali per Giugno, con picchi di oltre i 500-600 mm in meno di una settimana sul versante meridionale dell’Himalaya, dove le masse d’aria umide marittime, provenienti dai quadranti meridionali, vengono bloccate dall’insormontabile catena montuosa e costrette a salire verso l’alto, espandendosi e raffreddandosi sensibilmente, favorendo la formazione di compatti ammassi nuvolosi cumuliformi, capaci di arrecare piogge torrenziali che possono persistere per interi giorni.

La partenza anticipata delle piogge monsoniche su gran parte del territorio indiano sarebbe da imputare alla concomitante brusca risalita dell’ITCZ, lungo l’oceano Indiano centro-occidentale, assieme ad una sensibile spinta verso settentrione del ramo principale del “getto sub-tropicale”, che si è posizionato a latitudini più elevate fra Pakistan ed India, con l’asse principale disposto a nord dell’Himalaya. L’ulteriore salita dell’ITCZ e del ramo principale del “getto sub-tropicale”, a nord dell’Himalaya, spostando verso le distese steppiche dell’Asia centrale la fascia anticiclonica sub-tropicale facente capo alla Cella di Hadley, hanno di conseguenza favorito la graduale affermazione verso il nord dell’India dell’”Easterly Jet Stream” (la famosa “corrente a getto orientale” che domina sull’area tropicale). Essa sostituendosi al ramo più meridionale del “getto sub-tropicale”, spostatosi a latitudini più settentrionali, tende ad inasprire notevoli divergenze, scorrendo sopra il flusso dai quadranti occidentali, legato al Monsone estivo, che domina nei medi e bassi strati.

Le "depressioni monsoniche" che avanzano verso l'India. Sono loro le responsabili delle piogge torrenziali che accompagnano il Monsone estivo
Le “depressioni monsoniche” che avanzano verso l’India. Sono loro le responsabili delle piogge torrenziali che accompagnano il Monsone estivo

Tali divergenze, tra l’” Easterly Jet Stream” in quota ed il flusso monsonico nei bassi strati, coadiuvate da aree di profonda convenzione, spesso favoriscono la formazione di circolazioni depressionarie tropicali, più o meno organizzate, che dal golfo del Bengala tendono a spostarsi verso gli stati dell’India centrale e settentrionale, dove apportano forti precipitazioni convettive, per poi successivamente spostarsi verso ovest, proseguendo in direzione del mar Arabico e del Pakistan meridionale. Sono proprio queste depressioni tropicali, meglio note con il termine di “depressioni monsoniche” (“monsoon lows”) a causare le piogge torrenziali che caratterizzano il Monsone estivo sull’Asia meridionale. Le “depressioni tropicali monsoniche” sono analoghe alle comuni depressioni tropicali classiche, con l’unica differenza di presentare una struttura molto più grande, di dimensioni più similari ad una depressione extratropicali. Come le depressioni tropicali comuni le “depressioni monsoniche” si contraddistinguono da una accesa attività convettiva che ruota attorno ad un minimo barico al suolo ben definito che produce una intensa ventilazione ciclonica, con correnti che possono superare la soglia dei 60-70 km/h. Una volta originate, avvicinandosi alla terra ferma, possono generare piogge molto forti ed eventi alluvionali. Tipicamente, 6-7 “depressioni monsoniche” si formano ogni estate sul golfo del Bengala e proseguono verso l’India e alle volte in direzione del Pakistan meridionale, dove riescono a scaricare forti precipitazioni.

00hgfs_700windIntanto nei prossimi giorni nuove forti precipitazioni, a sfogo di rovescio o temporale, colpiranno gli stati dell’India orientale e settentrionale per la formazione di una nuova “depressione tropicale monsonica” sul golfo del Bengala, pronta ad essere spinta dal flusso dell’”Easterly Jet Stream” verso gli stati dell’India centrale e settentrionali, dove s’innescherà una circolazione depressionaria, attiva nei medi e bassi strati della troposfera, con una spiccata curvatura ciclonica dei venti su buona parte del territorio indiano. Questa depressione tropicale, spostandosi verso l’India, riuscirà ad aspirare, contemporaneamente dal mar Arabico e dal golfo del Bengala, masse d’aria molto umide e calde che stimoleranno lo sviluppo di intensi “Clusters temporaleschi, capaci di dare luogo a forti piogge e rovesci, anche di forte intensità, specie fra il Bengala occidentale, l’Orissa e l’Andhra Pradesh, dove si potrebbero determinare pure degli allagamenti. Altre precipitazioni importanti interesseranno gli stati dell’India occidentale, tra Kelara, Mysore e Maharashtra, e nord-orientale, in particolar modo l’Assam, nelle aree sottostanti al versante meridionale dell’Himalaya, dove le umide correnti meridionali che salgono dal golfo del Bengala vengono bloccate dall’insormontabile catena montuosa e costrette a salire verso l’alto, raffreddandosi sensibilmente e favorendo la formazione di compatti ammassi nuvolosi capaci di arrecare piogge torrenziali che possono persistere per interi giorni, accrescendo il rischio di violente inondazioni e smottamenti in tutto il settore meridionale himalayano. Entro fine mese le piogge monsoniche potrebbero spostarsi fino ai più aridi stati dell’India nord-occidentale, fra Punjab e Rajasthan, sconfinando sul vicino confine pakistano, dove persistono ancora condizioni climatiche piuttosto secche.

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