Non emettono onde elettromagnetiche, non inquinano e per funzionare usano i segnali gia’ presenti nell’ambiente. Sono queste le caratteristiche dei ‘passive radar’, tecnologia in cui Pisa e’ all’avanguardia grazie al lavoro congiunto del laboratorio radar dell’Universita’ di Pisa e dal laboratorio nazionale radar e sistemi di sorveglianza del Consorzio nazionale interuniversitario per le telecomunicazioni. Gli impieghi potenziali dei radar passivi, si spiega in una nota dell’Ateneo pisano, sono moltissimi e fra le ultime applicazioni in ordine di tempo ci sono quelle studiate nel progetto triennale Habitat (Harbour traffic optimization system) di cui e’ coordinatore scientifico Fabrizio Berizzi del laboratorio radar dell’Universita’ di Pisa ed e’ finanziato dal ministero delle Infrastrutture e trasporti con l’obiettivo di migliorare i sistemi di controllo del traffico portuale e costiero. ”La totale assenza di emissioni radio che caratterizzano la famiglia dei radar passivi – ha spiegato Berizzi – da’ la possibilita’ di realizzare un sistema integrato per il monitoraggio del territorio estremamente compatibile con l’ambiente. Il principio base e’ quello di riutilizzare le onde radio gia’ presenti per altri scopi e riciclarle per realizzare la funzionalita’ radar”. In questo modo e’ possibile offrire tutti i vantaggi caratteristici dei radar convenzionali, quindi una capacita’ di costante monitoraggio, sia di giorno che di notte e indipendentemente dalle condizioni meteorologiche. I segnali tipici da sfruttare sono quelli della televisione digitale terrestre (DVB-T), della telefonia mobile (3G-UMTS) oppure quelli delle trasmissioni televisive satellitari (DVB-S). ”Una delle peculiarita’ del sistema che abbiamo messo a punto – ha detto Amerigo Capria, ricercatore del Cnit – e’ il totale impiego di soluzioni commerciali a basso costo (non oltre i 4 mila euro) al contrario dei sistemi radar classici che oscillano tra le centinaia di migliaia fino ad alcuni milioni di euro”.
Ecco i radar non inquinanti: non emettono onde elettromagnetiche grazie a una tecnologia italiana!


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