L’Italia affoga in una primavera impazzita che fa registrare il 65% di pioggia in piu’ rispetto alla media nelle regioni del nord ma le precipitazioni sono state abbondanti anche nelle regioni del centro dove si registra un uno scarto del 52%. E’ quanto emerge da una analisi della Coldiretti sulla base dei dati Ucea nel mese di maggio che evidenzia peraltro come le precipitazioni siano state inferiori del 43% nel sud Italia. L’andamento anomalo del mese di maggio e’ stato peraltro preceduto da precipitazioni fuori la norma sia ad aprile (+7%) che soprattutto a marzo +141% che hanno devastato l’agricoltura italiana, ma messo anche a rischio la stabilita’ idrogeologica del territorio con perdite, danni e maggiori costi per un miliardo di euro. Ad influire, precisa la Coldiretti, anche le temperature con le massime che sono risultate a maggio inferiori di 2,6 gradi rispetto alla media al nord dopo i -0,2 gradi di aprile ed i -2,7 gradi di marzo. La piu’ elevata frequenza di eventi estremi con sfasamenti stagionali, precipitazioni brevi e intense, neve fuori stagione e un maggiore rischio per gelate tardive sono alcuni degli effetti dei cambiamenti climatici che l’agricoltura, afferma la Coldiretti, deve affrontare. Con un contesto del genere, i terreni coltivati, grazie alla loro capacita’ di assorbimento, rappresentano un vero e proprio airbag naturale contro l’impatto dell’acqua. Purtroppo – conclude la Coldiretti – l’Italia ha perso negli ultimi venti anni 2,15 milioni di ettari di terra coltivata per effetto della cementificazione e dell’abbandono che ha tagliato del 15 per cento le campagne colpite da un modello di sviluppo sbagliato che ha costretto a chiudere 1,2 milioni di aziende agricole nello stesso arco di tempo.
Emergenza maltempo, la Coldiretti: “anche l’Italia sta affogando, +65% di piogge”


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