I forti terremoti del 2010 in Cile e del 2011 in Giappone hanno fatto sprofondare alcuni vulcani

Erutta Vulcano Sottomarino Stretto di MessinaI violenti terremoti avvenuti in Cile nel 2010 ed in Giappone nel 2011 hanno fatto ”affondare” alcuni vulcani distanti centinaia di chilometri dall’epicentro. L’affondamento, chiamato in gergo tecnico subsidenza, ha toccato in alcuni punti anche 15 centimetri. Questa e’ la conclusione di due studi indipendenti, condotti da ricercatori giapponesi e americani e pubblicati dalla rivista Nature Geoscience. Dalle ricerche effettuate anche con l’ausilio di satelliti dotati di particolari radar e di segnali di posizionamento, si evidenzia come ci sia correlazione tra il forte terremoto e il cambiamento morfologico intorno a zone vulcaniche molto distanti dal sisma. Il terremoto di magnitudo 8.8 che ha colpito il 27 febbraio 2010 la citta’ costiera di Maule in Cile ha di fatto interessato 5 zone vulcaniche distanti centinaia di chilometri dall’epicentro del sisma. In Giappone si e’ riscontrata una situazione analoga dopo il terremoto di magnitudo 9.0 avvenuto l’11 marzo 2011 che ha messo a dura prova l’intera costa nord-est del Paese e in particolare la citta’ di Tohoku. Quest’ultimo evento tellurico, il quinto terremoto con magnitudo maggiore mai registrato nella storia, ha causato un livello senza precedenti di deformazione crostale nelle parti orientali del Giappone. L’evento ha inoltre indotto l’attivita’ sismica nella zona circostante, tra cui alcune regioni vulcaniche, ma non ha attivato alcuna eruzione. Lo studio ha dimostrato che quei vulcani distanti 200 chilometri dall’epicentro hanno ceduto tra 5 e 15 centimetri. La somiglianza delle osservazioni in entrambi i luoghi del terremoto indica che tale fenomeno potrebbe essere diffuso. Tra le principali cause di questi cedimenti, conseguenti al sisma, ci sono gli svuotamenti delle camere idrotermali poste sotto le zone vulcaniche che causano deformazioni crostali senza al momento, fortunatamente, attivare eruzioni vulcaniche come invece avvenne per i terremoti in Cile del 1906 e del 1960. ”Anche se non e’ stata raggiunta la certezza definitiva che sono stati i terremoti ad affondare i vulcani, – commenta Sigurjon Jonsson ricercatore dell’Universita’ di Scienze e Tecnologie Re Abdullah di Thuwal in Arabia Saudita – queste osservazioni evidenziano in maniera notevole che i forti terremoti causano cambiamenti significativi nelle regioni vulcaniche e possono pertanto influenzare la pericolosita’ che i vulcani stessi hanno”.