Dopo settimane d’attesa in India anche quest’anno si è ripetuto il miracolo del monsone. L’umido flusso legato al “Monsone di SO” ha finalmente toccato terra sulle coste dell’India sud-occidentale, portando le prime piogge e i primi forti rovesci sugli stati del Kelara, Mysore e in parte del più settentrionale Maharashtra. Come affermato dal Dipartimento di meteorologia indiano, che segue l’evoluzione della circolazione monsonica sulle coste asiatiche, l’arrivo del “Monsone di SO”, sugli stati dell’India sud-occidentale, è stato accompagnato da piogge e venti piuttosto sostenuti, sui 40-50 km/h, che tendono a spingerlo ulteriormente verso nord. Le piogge e i temporali che precedono l’avanzata del monsone estivo nei prossimi giorni dovrebbero iniziare a bagnare anche varie regioni del Karnataka, Andhra Pradesh e dell’area costiera del golfo del Bengala. Lo stesso direttore del Dipartimento di meteorologia indiano, K. Santosh, ha assicurato che ”le previsioni per l’anno sono confortevoli, con piogge abbondanti in tutto il paese”. Entro il 15 Luglio tutta l’India sarà coperta dagli effetti del monsone che persisteranno fino alla fine di Settembre.
Considerato che il 55% dei terreni agricoli indiani sono privi di irrigazione, il buon andamento delle piogge monsoniche sono un fattore determinante, in particolare quest’anno per i sette stati meridionali ed occidentali, che si trovano da mesi sotto l’effetto di una dura siccità e che quindi hanno una necessità vitale di ricostituire le scorte idriche. Ieri precipitazioni abbondanti, con cumulate superiori ai 50-60 mm in meno di 24 ore, hanno interessato diverse aree dell’India meridionale, in modo particolare le alture dello stato del Kelara, dove l’umido flusso marittimo da SO spinto dalla circolazione monsonica ha ammassato imponenti annuvolamenti cumuliformi, carichi di rovesci e temporali. A Chitradurga il forte temporale della mattinata è riuscito a scaricare oltre 55 mm di pioggia in appena un paio di ore. Piogge molto copiose anche a Jamshedpur, da giovedì a ieri sono caduti fino a 210 mm di pioggia. I forti rovesci e i temporali hanno anche causato locali allagamenti. Prime piogge monsoniche pure a Goa, che ieri ha chiuso con 24 mm, dopo una giornata di cielo coperto con piogge e un rovescio temporalesco che ha rinfrescato l’aria, abbattendo (seppur temporaneamente) l’opprimente cappa di afa che caratterizza questi luoghi.
Il flusso umido marittimo da SO, proveniente dalle coste settentrionali della Somalia, dopo aver attraversato il mar Arabico, si è notevolmente umidificato, raggiungendo le coste indiane occidentali con una tesa e umida ventilazione da O-SO e SO che ha impattato sul versante occidentale dei rilievi del Ghati, sollevandosi bruscamente verso l’alto e favorendo la formazione di estesi annuvolamenti da “stau” che dato luogo a piogge, rovesci di pioggia e temporali, incrementati dal “forcing” orografico locale. Le piogge portate dall’umida ventilazione sud-occidentale colpiscono normalmente la costa sud-occidentale del paese il 1 Giugno e si prolungano fino alla fine del mese di Settembre, in qualche caso possono proseguire anche nei primi giorni di Ottobre. Dal punto di vista meteo/climatico la macchina del “Monsone di SO” si è prontamente collaudata negli ultimi giorni di Maggio, mese d’avvio della circolazione monsonica.
Difatti l’intenso riscaldamento stagionale del sub-continente indiano, che occorre in coincidenza dei passaggi “zenitali” del sole, ha fatto crollare i valori della pressione barometrica nelle aree interne dell’India settentrionale e nel vicino Pakistan centro-meridionale, generando la profonda depressione termica al suolo, minimo sotto i 995 hpa, che proprio in questo periodo dell’anno comincia a formarsi sopra le grandi pianure del Gange, nell’India settentrionale. Il “gradiente termico” tra l’altopiano del Tibet e l’India risulta completamente invertito, con temperature sopra l’altopiano tibetano più alte rispetto alla parte meridionale dell’India e all’oceano Indiano, dove sopraggiungono le prime piogge intense che determinano l’abbassamento delle temperature. La conseguente formazione di un anticiclone nell’alta troposfera, sulla regione tibetana, genera un’inversione delle correnti nell‘alta troposfera, che da Ovest e O-SO si dispongono dai quadranti orientali. Nello stesso tempo, con la formazione della depressione termica lungo le pianure del Gange, si origina una sostenuta corrente sud-occidentale che dalle coste della Somalia comincia a spirare con grande vigore verso il mar Arabico e le coste dell’India occidentale.
Questa particolare situazione barica accompagna lo spostamento, marcato, verso nord dell’ITCZ sull’oceano Indiano. Le forti precipitazioni che avvengono sulle coste indiane occidentali, sono apportate dalle intense, spesso burrascose, correnti da SO e O-SO, definite con il termine di “getti Somali“, data la loro origine attorno le coste del Corno d’Africa. Esse vengono richiamate dalla profonda depressione termica che si origina sull‘India settentrionale durante il periodo tardo primaverile (Maggio, Giugno). Queste correnti sud-occidentali sono molto umide a causa del loro passaggio obbligato sulle superfici sub-equatoriali dell‘oceano Indiano. Le piogge si intensificano ulteriormente quando queste correnti, salendo di latitudine verso l’India centro-settentrionale, interagiscono con i primi rilievi himalayani, nel loro moto verso nord-est. Questo è il motivo per cui il settore immediatamente a nord del golfo del Bengala è noto per avere le più intense precipitazioni del mondo durante la stagione monsonica estiva. Per questo motivo Cherrapunji, villaggio indiano sulle prime pendici dell’Himalaya, è una tra le località più piovose al mondo, detenendo una media pluviometrica annua di ben 11.777 mm. Inoltre la circolazione depressionaria a bassa quota sull’entroterra indiano fornisce le condizioni favorevoli allo sviluppo di una fitta attività convettiva e delle depressioni tropicali, che propagandosi verso ovest tendono a intensificarsi ulteriormente.
Sui territori asiatici meridionali, il riscaldamento dai bassi strati, insieme all’aumento della convergenza sugli oceani circostanti, determina un ambiente favorevole allo sviluppo di convezione organizzata. Questo è importante per il continuo mantenimento del “Monsone di SO“. Nei prossimi giorni il monsone andrà ulteriormente ad intensificarsi, soprattutto sulle coste dell’India occidentale, dal Kelara allo stato del Maharashtra, vista l’interazione fra gli umidi “getti somali” e i rilievi del Ghati occidentale che ergeranno una barriera naturale al flusso da O-SO e SO, addensando nubi molto compatte che daranno luogo a persistenti piogge. In più il “gradiente barico” fra l’oceano Indiano sub-equatoriale e il nord degli stati indiani, dove è collocata la bassa pressione termica nei bassi strati, con valori barici sotto i 995 hpa, favorirà un progressivo rinforzo degli intensi venti da SO e O-SO che in questi giorni sferzeranno le coste somale e il mar Arabico occidentale, con punte sopra i 50-60 km/h, rendendo il mare molto agitato, con onde alte più di 2 metri. Nei prossimi giorni queste onde raggiungeranno anche le coste indiane occidentali, determinando delle risacche fino ai litorali di Mumbai.


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