
Sarebbe una miscela composta da azoto, metano e anidride carbonica la responsabile del fenomeno osservato nelle campagne del mantovano qualche settimana fa. Sono i primi risultati ufficiosi diramati dai ricercatori che hanno condotto le analisi in un vigneto di San Giovanni del Dosso, dopo che l’agricoltore Emilio Canossa ne aveva informato le autorità. I prelievi analitici, affidati alla dottoressa Carmela Vaccaro, del dipartimento di Fisica e scienze della terra ed al professor Daniel Gustavo Nieto Yabar, dell’Istituto nazionale di Oceanografia e geofisica sperimentale di Trieste – hanno escluso la presenza di radon radioattivo, la cui presenza sembra essere normale per la zona. “Nei giorni scorsi – spiega il primo cittadino dossese – si è svolto un sopralluogo di Paolo Severi, del servizio geologico dell’Emilia Romagna, mentre lo stesso governatore lombardo Roberto Maroni, nella sua ultima visita nel Mantovano, mi ha assicurato l’appoggio della Regione per la prosecuzione delle indagini“. L’esclusione del radon, associato comunemente ai terremoti, ne farebbe un evento post-terremoto, legato alle scosse sismiche passate e alle rotture delle faglie sotterranee. Ma per esserne certi – come si legge sulla Gazzetta di Mantova – sarà necessario osservare a che profondità vengono rilasciati questi gas. Il fenomeno negli ultimi giorni sembra essersi attenuato, ma gli esperti sostengono che il terreno argilloso tende a chiudere i fori dai quali esce il gas, che potrebbe spostarsi in altri punti.


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