La neve sulle dolomiti, specie nelle aree più elevate, non è certo una novità, ma così tanta, nel mese di Giugno, non si ricorda a memoria d’uomo. E’ quanto sostiene Lodovico Vaia, gestore di un rifugio montano che opera in montagna da 50 anni. “Capita spesso di spalare un po’ di neve quand’è ora di aprire il rifugio -sostiene- ma una situazione del genere proprio non mi si era mai presentata“. Eppure, nonostante le moltemplici difficoltà, verrà battuto un sentiero in attesa degli escursionisti. Il rifugio Boè, posto a quota 2873 metri è uno dei più alti delle Dolomiti, e nei giorni scorsi, specie nelle aree caratterizzate da accumulo eolico, la neve superava i sei metri. Impossibile atterrare anche in elicottero.
Entro il 26 Giugno, tuttavia, la volontà di Vaia e di un gruppo di amici, dovrebbe garantirne la riapertura, rispettando una tradizione ormai di metà secolo. Anche se la stagione eccezionale merita di essere contemplata, è necessario ricordare che la montagna non va sottovalutata, dice il proprietario del rifugio, Livio Noldin. Quindi attenzione: in questo periodo, quando il gruppo del Sella è ancora coperto di neve, sarà meglio evitare il sentiero tradizionale che raggiunge il rifugio Boè dal Sass Pordoi. La pista sarà battuta attraverso delle ciaspole, facendo attenzione alla consistenza del manto nevoso.



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