
Le elevate temperature che da settimane si stanno registrando su una larga fetta del mar Glaciale Artico stanno accelerando la fusione del ghiaccio e del manto nevoso che copre le isole che circondano il Polo Nord. Le intense avvezioni calde che hanno investito di frequente le aree attorno il mare di Barents ed il mare di Kara, con temperature largamente positive salite fino alla soglia dei +8°C +10°C, hanno favorito la rapida fusione degli ultimi mucchi di neve ancora presenti sulle isole più settentrionali dell’Artico norvegese e russo. Su entrambi i bacini il forte riscaldamento riscontrato in queste ultime settimane è da attribuire alla presenza di vasti tratti di acque libere dai ghiacci. Le acque libere riescono ad assorbire una maggior quantità di calore dai raggi solare, calore che una volta immagazzinato dall’acqua viene gradualmente trasferito all’atmosfera sovrastante, incentivando un progressivo aumento dei valori termici. L’assenza del ghiaccio marino provoca anche una sensibile riduzione delle aree sottoposte all’effetto “Albedo”, che mantengono uno strato d’aria piuttosto freddo nei bassi strati, riflettendo una buona parte della luce solare. La situazione più critica si sta registrando proprio fra l’Artico norvegese e l’arcipelago dell’Artico russo. Nei giorni scorsi la fusione della neve è stata completata anche a Barentsburg, nella basa russa delle Svalbard, dove è anche caduta un bel po’ di pioggia, con temperature largamente positive. Ora rimane solo un pò di neve nell’isola di Phipsoya, mentre il resto delle Svalbard rimangono senza più un deposito di neve al suolo, con largo anticipo sui tempi. Ma la neve si è sciolta rapidamente anche sulle isole dell’Artico russo, in particolare nel settore più occidentale, dove l’apertura di ampi tratti di acque libere dai ghiacci ha incentivato un considerevole aumento delle temperature dell’aria, su valori di circa +4°C +5°C sopra le medie per il periodo.
Tanto per dare un idea delle incredibili anomalie termiche positive che si stanno archiviando sui territori dell’Artico russo basta dare un’occhiate alle temperature massime registrate nei giorni scorsi in varie località, poste oltre il Circolo polare artico, dove normalmente può nevicare anche nel cuore del periodo estivo. La scorsa domenica 16 Giugno 2013, tanto per fare un esempio, oltre i 70° di latitudine di Kujga è stata segnata una temperatura massima di ben +30.6°C. Ma il muro dei +28°C +30°C all’ombra è stato raggiunto da molte altre località e villaggi ubicati a ridosso della costa dell’Artico russo, in presenza di intense avvezioni calde che hanno spinto le masse d’aria calde, originatesi precedentemente sopra le immense distese continentali dell’Eurasia, verso il mar Glaciale Artico, attraverso l’attivazione di moderati venti dai quadranti meridionali. In qualche caso i bruschi rialzi termici sono stati indotti pure da locali effetti favonici e fenomeni di “compressione adiabatica” prodotti da ostacoli orografici. Spostandoci sul nord America il quadro non cambia. Difatti, le recenti ondate di calore che hanno colpito i Territori del Nord-Ovest e le isole dell’Artico canadese, con temperature massime salite oltre il muro dei +30°C a Fort Simpson, hanno contribuito a fondere il manto di neve che fino a qualche mese fa copriva vaste aree del Canada settentrionale, oltre il confine della Tundra.

L’altro ieri gli ultimi strati di neve si sono fusi pure ad Alert, l’avamposto più settentrionale di tutto il Canada, a 82° di latitudine nord. Un po’ di neve ora copre solo le più settentrionali delle isole della Regina Elisabetta, adiacenti alla costa settentrionale della Groenlandia. Intanto, assieme alla neve, anche il ghiaccio marino comincia a sciogliersi attorno l’arcipelago dell’Artico canadese. Molti Canali, che fino ad Aprile e Maggio erano ricoperti dai blocchi di ghiaccio, ora sono completamente liberi e perfettamente navigabili. Spostandoci poco più ad ovest, sullo stato dell’Alaska, la recentissima ed eccezionale ondata di calore che la scorsa domenica ha fatto schizzare i termometri oltre la soglia dei +35°C +36°C, ha sciolta tutta la neve che fino a qualche giorno prima ammantava i rilievi. Sono davvero inconsuete le immagini che giungono dalle web-cam nel passo Anaktuvuk, nell’Artico dell’Alaska, a 68°nord e 600 metri di altezza. Qui la neve è sparita anche sulle montagne più alte, con piccoli mucchietti che resistono solo nei punti in ombra dei canaloni. Nel settore meridionale e centrale dell’Alaska gli ultimi accumuli di neve si presentano sopra i 1800-2000 metri. Intanto va segnalato che durante la forte ondata di calore che lo scorso weekend ha interessato il territorio dell’Alaska una stazione automatica posizionata a 4500 metri sotto la cima del Mc Kinley ha sfiorato la soglia degli +0°C. Nei prossimi giorni il caldo continuerà ad interessare i territori dell’Artico canadese, in modo particolare i Territori del Nord-Ovest, dove si potranno toccare picchi di ben +29°C +30°C.



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