L’estate entra nuovamente in crisi. Già sulle regioni settentrionali si sono formati i primi temporali sfornati dall’ulteriore incremento dell’instabilità convettiva, elargita dal maggior apporto di aria fredda nella media troposfera. Il quadro sinottico ormai depone a favore di un nuovo imminente affondo perturbato verso il cuore del Mediterraneo centrale. Difatti, il flusso perturbato principale che esce dal Canada meridionale continua a scorrere a latitudini decisamente elevate, fra i 50° e i 60° di latitudine Nord, lungo il bordo settentrionale dell’anticiclone delle Azzorre. Oltrepassato il bordo settentrionale dell’anticiclone oceanico il flusso perturbato principale comincia a subire una notevole flessione all’altezza delle Isole Britanniche, ove è presente un “delta” (diramazione del “getto” in due flussi secondari). Il ramo più meridionale che esce dal “delta” tende a sprofondare verso l’Europa centrale, andando ad alimentare una saccatura che sta sprofondando verso il bacino centrale del Mediterraneo, iniziando una parziale fase di “CUT-OFF” a nord della regione alpina. Al contempo, più ad est, sulla Russia europea, troviamo in azione un robusto promontorio anticiclonico di blocco che impedisce la natura evoluzione verso levante della saccatura e del “CUT-OFF” da essa derivato.

Il promontorio anticiclonico di blocco sulla Russia europea, ben alimentato in quota da un flusso di masse d’aria piuttosto calde e secche d’estrazione sub-tropicale continentale, in risalita lungo il lato occidentale della struttura anticiclonica, imprimerà un autentico blocco della circolazione atmosferica che renderà semi/stazionario il “CUT-OFF” in fase di isolamento fra Danimarca e Germania settentrionale. Da domani, con l’ulteriore spinta meridiana dell’alta pressione delle Azzorre fin quasi a ridosso del mar di Norvegia, lungo l’Europa centro-occidentale, fra nord Atlantico, Isole Britanniche, Francia, Belgio, Olanda, Danimarca, Germania, Svizzera e Italia, si rafforzerà una circolazione spiccatamente meridiana, ben supportata in quota da un temporaneo rinforzo del ramo discendente del “getto polare” proveniente dal nord Atlantico, con correnti da NO e N-NO nei medi e bassi strati, irrobustite dal sensibile incremento del “gradiente barico orizzontale” lungo il bordo orientale del promontorio anticiclonico oceanico, in lenta espansione verso levante. Notare come questo assetto spiccatamente meridiano del flusso perturbato, all’altezza dell’Europa centro-occidentale e del Mediterraneo centrale, con correnti disposte da NO e N-NO, separerà il promontorio anticiclonico azzorriano, centrato sul vicino Atlantico ad ovest delle Isole Britanniche, dal robusto anticiclone sub-tropicale di blocco, presente con i propri massimi di geopotenziale a 500 hpa sulla Russia europea, rendendo tale configurazione bloccata sui medesimi meridiani.
L’innesco di questa circolazione più fredda, dalle alte latitudini oceaniche, tenderà ad approfondire l’asse di saccatura che si allungherà con il proprio asse principale verso il bacino centrale del Mediterraneo, dove il graduale afflusso di aria sempre più fresca allo quote superiori della troposfera incentiverà l’instabilità da “gradiente termico verticale”, soprattutto sulle regioni nord-orientali e su parte di quelle centrali, dove domani si potranno attivare anche dei fenomeni di convenzione che potranno dare la stura a piogge e persino dei temporali, di moderata intensità, maggiormente probabili nelle ore centrali del giorno sulle aree più interne dell’Appennino, con il rischio di vedere locali grandinate e forti colpi di vento (“dowmburst”). Sabato l’instabilità convettiva si comincerà a trasferirsi verso le regioni meridionali ed il nord della Sicilia, dove in mattinata vi saranno le condizioni ideali per la formazione di imponenti nubi cumuliformi capaci di dare la stura a locali piogge e persino dei temporali a carattere sparso, in progressivo esaurimento dalla seconda parte del giorno, allorquando le propaggini più orientali del promontorio anticiclonici azzorriano si estenderanno alla volta del bacino centrale del Mediterraneo, riportando ampi rasserenamenti a partire dal nord, dove peraltro agiranno i venti di caduta settentrionali dalle vallate alpine, in rapida estensione alle regioni centrali ed in seguito, dalla tarda serata successiva, anche al meridionale e sulle due isole maggiori.
Su queste persisterà ancora un po’ di nuvolosità ammassata dalla ventilazione nord-occidentale che investirà il basso Tirreno, l’area adriatica e lo Ionio. A tal riguardo bisogna segnalare che le temperature nei prossimi giorni, vuoi per l’afflusso di aria più fresca dalla Francia che per le precipitazioni e la riduzione del soleggiamento, tenderanno a subire un ulteriore calo, che si avvertirà maggiormente sulle regioni centrali e su quelle meridionali, dove le massime si manterranno di poco al di sotto delle medie del periodo. Solo sulle regioni settentrionali l’abbassamento dei valori termici potrà essere solo in parte falsato, soprattutto nella giornata di sabato, dall’attivazione dei venti di caduta dalle Alpi occidentali, che comprimendo l’aria verso i bassi strati contribuiranno a deumidificarla e a scaldarla sensibilmente (effetto favonico), determinando temporanei aumenti, specie nelle aree sottovento fra Piemonte, Lombardia e Liguria.


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