
Le forti ondate di calore che nelle due settimane, dopo aver interessato la Lapponia, il nord-ovest della Russia europea e i territori dell’Artico canadese, si sono spinte fino alla regione artica, al di là del Circolo polare artico, determinando incredibili anomalie termiche positive su un’ampia fetta del mar Glaciale Artico. La rapida fusione del manto nevoso sulle aree polari e sub-polari sta purtroppo enfatizzando, per l’ennesima estate consecutiva, il forte riscaldamento dell’Artico. Solo nei giorni scorsi, la presenza di un robusto promontorio anticiclonico di blocco, disteso col proprio asse principale lungo i meridiani, fra la Svezia, la Finlandia e l’ovest della Russia europea, ha contribuito a pompare masse d’aria piuttosto calde, che dalle latitudini sub-tropicali si sono dirette verso le vaste distese pianeggianti della Russia europea, la Finlandia e il territorio lappone, per poi tracimare sul mare di Barents, sul mar Glaciale Artico. Questa eccezionale ondata di calore ha avuto pesanti ripercussioni sull’area artica, tanto che in diverse località polari, oltre il Circolo polare artico, le temperature dell’aria si sono impennate sopra la soglia dei +5°C +6°C. Sono davvero notevoli i +11°C di massima registrate lo scorso mercoledì 5 Giugno alle isole Svalbard, nell’Artico norvegese, a ben 78° 79° di latitudine nord. Quell’incredibile temperatura massima fu registrata al termine di una breve burrasca che colpì le aree dell’Artico norvegese, con intensi venti da SO e O-SO, piuttosto tiepidi e umidi, ad oltre i 60-70 km/h. Negli ultimi giorni invece è toccato alle isole dell’Artico canadese e alle coste occidentali della Groenlandia, raggiunte da correnti piuttosto calde dai quadranti meridionali, in risalita dalle praterie centrali del Canada, già ben surriscaldate dall’intenso soleggiamento di Giugno.

Il fortissimo riscaldamento nella zona artica canadese orientale e della Groenlandia occidentale, con temperature impennate fino a +5°C +6°C, ben oltre gli 82° 83° di latitudine nord, ha portato alla fusione totale della neve a Alert, al di là degli 82° nord, con largo anticipo rispetto al normale. Le alte temperature dell’aria, percepite in questi giorni, hanno rapidamente sciolto i blocchi di ghiaccio che circondavano le coste e i fiordi della Groenlandia occidentale, fra lo Stretto di Davis e la baia di Baffin. Davanti le coste della Groenlandia occidentale si è aperto un ampio tratto di acque libere e navigabili che si estende fino al settore più meridionale della baia di Melville, nella costa nord-occidentale groenlandese. Ma ampi tratti di acque libere dai ghiacci si stanno già formando pure attorno l’isola di Baffin ed in altri tratti antistanti la Groenlandia e le isole dell’Artico russo. Stando alle immagini elaborate dal satellite polare, che dal 1979 monitora lo stato di salute e l’espansione dei ghiacci artici, oggi, al 10 Giugno 2013, la copertura nevosa dell’emisfero boreale è la più bassa della storia per questo periodo dell’anno. Soprattutto per quel che concerne le zone dell’Artico norvegese e russo, già prive di ghiaccio su ampi tratti, e quindi perfettamente navigabili. Solo sul settore occidentale del mar Glaciale Artico, fra il mare di Beaufort e l’arcipelago artico canadese, il ghiaccio marino rimane ancora compatto su ampi tratti, nonostante le periodiche avvezioni calde che si dirigono verso il Polo Nord geografico. Ovviamente, man mano che passano i giorni, andrà sempre peggio, con interi pezzi di banchisa pronti a spaccarsi per finire sui tratti di acque libere, dove tendono a fondersi in modo molto più rapido. Inoltre, un’altra seria minaccia per i ghiacci del Polo Nord, riguarda le sempre più frequenti tempeste che si sviluppano sopra il mar Glaciale Artico, per il maggior apporto di calore dalle medie latitudini. Queste agiscono in maniera tale da accelerare ulteriormente la fusione dei ghiacci, visto l’azione combinata dei forti venti e soprattutto del moto ondoso considerevole che va ad abbattersi con grande impeto lungo il margine della banchisa, sgretolandola e aprendo enormi squarci su di essa.



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