
Dopo solo pochi giorni di caldo, in Lombardia i valori dell’ozono nell’aria sono già schizzati alle stelle. Lo sottolinea Legambiente sulla base dei dati Arpa. Già 13 centraline hanno registrato valori fuori dalla norma e stando alle previsione meteo la prossima settimana potrebbe anche andare peggio. A respirare male, ieri, è stata la provincia lecchese dove si è registrata la concentrazione di ozono più elevata: la centralina di Moggio (Lc) ha misurato 203 microgrammi per metrocubo, quindi ben oltre la soglia che viene chiamata ‘di informazione’ (180 microgrammi per metrocubo) anche se lontana dalla soglia in cui scatta l’allarme (240). L’ozono è il prodotto di complesse reazioni che avvengono, in presenza di radiazione solare, a partire da alcune sostanze scaricate in atmosfera dai tubi di scarico delle automobili e delle industrie. Per effetto dei rimescolamenti delle masse d’aria, poi, questo gas si può spostare anche molto lontano dalle fonti d’inquinamento principale, che restano i centri urbani, le autostrade e il loro traffico. Come ogni estate quindi ci si ritrova a fare i conti con questo gas. “Eppure le politiche regionali per contrastare la morsa del traffico sono ancora latitanti e quando invece ci sono, come l`Area C milanese, subiscono attacchi quotidiani da chi vorrebbe la libertà di inquinare – commenta in una nota Damiano Di Simine, presidente Legambiente Lombardia -. Fino a quando la Lombardia continuerà a investire in infrastrutture autostradali, possiamo sperare solo nella clemenza del meteo e nella crisi economica che spinge sempre più persone a lasciare l’automobile in garage”.


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