Spazio: una nuova tecnica permette di stampare materiali in 3D

vega--330x185Una nuova tecnica di manifattura che permette di stampare i materiali in 3D anzichè modellarli, come e’ avvenuto finora, e che permette in questo modo di ridurre gli sprechi e di aumentare l’efficienza: accanto alla nuova tecnica di lavorazione della fibra di carbonio, questa e’ l’innovazione alla quale sta puntando l’industria aerospaziale italiana. ”Stiamo facendo investimenti importanti per portare in casa tutta la tecnologia basata sulla fibra di carbonio”, ha detto l’amministratore delegato della Avio, Francesco Caio, nel Forum organizzato dall’agenzia ANSA. Una particolare lavorazione della fibra di carbonio e’ alla base del motore innovativo del lanciatore Vega, costruito dalla Avio nello stabilimento di Colleferro per l’Agenzia Spaziale Europea (Esa) e che adesso potrebbe essere adottata per il futuro grande lanciatore europeo Ariane 6. Guardando agli sviluppi per i prossimi 10 anni, la manifattura del futuro ”vede la sua evoluzione nella stampa in 3D”. E’ una tecnica di preparazione dei componenti per motori aerospaziali chiamata ‘additive manifacturing’ e basata sulla polvere di titanio: strati sovrapposti di polveri vengono depositati progressivamente con un risparmio di materiale fino al 95% e di consumi energetici fino al 90%. Grazie a questa tecnica, ha osservato Caio, e’ possibile ottenere materiali capaci di resistere a temperature di 300 gradi. Se Colleferro e’ il cuore della tecnologia basata sulla fibra di carbonio, Novara lo e’ per l’additive manifacturing ed entro l’anno Avio prevede l’apertura di un nuovo stabilimento a Cameri, non distante dalla fabbrica esistente.