Anche sui paesi dell’Africa sub-sahariana, cosi come in India, si avvicina la tanto attesa stagione delle piogge “zenitali”, che caratterizza i mesi estivi lungo le latitudini tropicali. Per le popolazioni dell’Africa sub-sahariana, che vivono solo di agricoltura e pastorizia, questa è una ottima notizia. Spesso in questi paesi cosi poveri una mancata stagione delle piogge può costare veramente caro alla gente, provocando gravissime carestie che vanno ad alimentare i conflitti tribali ed etnici che sovente insaguinano queste terre (facendo il gioco delle organizzazioni integraliste islamiche che ormai hanno spostato le loro mire espansionistiche verso il Maghreb) nella totale indifferenza della comunità internazionale. Quest’anno però, differentemente dall’anno scorso, le piogge e i primi temporali ritarderanno ancora per qualche settimana, a causa del mancato avanzamento verso nord, in modo omogeneo, del “fronte di convergenza intertropicale” lungo tutto il fronte africano. Finora l’ITCZ si è mosso a scatti tra Africa orientale e Africa occidentale, presentando degli spostamenti locali verso nord, seguiti da graduali arretramenti, specie fra il Niger meridionale e il nord-est della Nigeria, dove nell’ultimo periodo una maggior intrusione dei secchi e caldi venti di “Harmattan” (il corrispondente dell’Aliseo di NE sulla vasta regione del Sahara), oltre a spingere il “fronte intertropicale” a sud, ha contribuito ad inibire l’attività convettiva e le precipitazioni ad essa associate.
Al momento le prime piogge e i primi temporali intensi, legati all’ITCZ e ai refoli di aria umida risalenti dai quadranti meridionali, si sono spinti fino ai 15° 16° di latitudine nord, interessando una vasta regione del Mali centrale e il settore sud-occidentale del Niger, specie nell’area vicino il confine con il Burkina Faso, dove nei giorni scorsi l’afflusso delle umide correnti meridionali, legate al “Monsone di Guinea”, sull’aria molto calda e secca preesistente in loco ha inasprito i contrasti termici e igrometrici fra le differenti masse d’aria, agevolando lo sviluppo di grosse “Cellule temporalesche” e sistemi temporaleschi a “Multicella” che hanno dato la stura a forti rovesci di pioggia, accompagnati da attività elettrica e colpi di vento. Forti temporali e piogge piuttosto intense hanno bagnato pure ampie aree del South Sudan, dove nelle aree più meridionali dall’ultima decade di Maggio ad oggi sono caduti fino a più di 100 mm di pioggia. Ancora sottotono l’andamento pluviometrico fra Niger e Ciad, finora penalizzati dal temporaneo arretramento verso sud della linea dell’ITCZ, indotto da un rinforzo dei caldi venti di “Harmattan” fra il deserto sudanese e sul Ciad settentrionale, da giorni sferzati da sostenute correnti da NE e E-NE che hanno determinato delle tempeste di polvere a carattere diffuso sull’intera area.

Molto spesso i forti temporali che nelle ore pomeridiane e serali si formano sopra le immense distese semi-desertiche del Sahel e poco a nord dell’area del golfo di Guinea vengono innescati dalla formazione di locali linee di convergenza fra gli umidi e più freschi venti da SO e S-SO (massa d’aria d’estrazione marittima), collegati al “Monsone di Guinea”, e i più caldi e secchi di “Harmattan”, provenienti da E-NE ed Est (massa d’aria di tipo tropicale continentale). Lo scontro fra le differenti ventilazioni contrapposte fra loro, unito all’intenso riscaldamento diurno delle vaste aree continentali dell’Africa centro-settentrionale, favorisce lo scoppio, a volte improvviso e violento, di forti moti convettivi che spingono rapidamente l’aria calda presente nei bassi strati fino ai limiti superiori della troposfera, raffreddandola velocemente e creando imponenti nubi cumuliformi che raggiungono altezze davvero considerevoli, anche al di sopra dei 15-16 km. Entro la prossima settimana le piogge “zenitali” dovrebbero spingersi verso nord, attorno i 17° 18° di latitudine nord, interessando alcune aree fra l’est della Mauritania, il Mali centrale, mentre i primi intensi temporali si potrebbero creare anche sul Niger meridionale e sul Ciad centro-meridionale, grazie ad un lento avanzamento a nord dell’umida ventilazione meridionale del “Monsone di Guinea”. Un altro elemento che deporrà a favore di un avanzamento delle piogge “zenitali” verso la regione dell’Africa sub-sahariana sarà legato ad un approfondimento della depressione termica al suolo, con minimo pronto a scendere poco sopra i 1000 hpa, che in questo periodo dell’anno tende ad originarsi lungo la fascia saheliana, a causa dell’intenso e prolungato riscaldamento delle vaste distese desertiche e semi-desertiche dell’Africa settentrionale.
L’approfondimento della depressione termica, con un minimi barico al suolo sotto i 1000 hpa, rafforzerà il “gradiente barico orizzontale” esistente con il golfo di Guinea, determinando a sua volta una decisa intensificazione dell’umido “Monsone di Guinea”, il quale contribuirà a spingere verso latitudini più settentrionali facendo impennare la linea dell’ITCZ ulteriormente verso l’alto sul fronte occidentale africano. Sul fronte orientale invece il “fronte intertropicale” subirà un vistoso arretramento, per l’avvicinamento del bordo orientale dell’anticiclone oceanico verso il Mediterraneo centro-occidentale. Propagandosi all’area mediterranea l’azzorriano, con il suo bordo orientale, farà affluire masse d’aria più temperate e umide dalle medie latitudini atlantiche che accompagneranno un rinforzo della ventilazione settentrionale fra i mari italiani, lo Ionio e l’Egeo. In particolare sull’Egeo e mar di Creta la ventilazione nord-occidentale si farà a tratti tesa, spirando in direzione delle coste libiche ed egiziane, dove genereranno un discreto moto ondoso. I venti da NO poi penetreranno sul deserto libico, spirando anche sostenuti, per propagarsi al nord del Ciad e all’Algeria meridionale con tese correnti da Nord e N-NE che respingeranno verso sud l’ITCZ.


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