Una potente ondata di calore potrebbe colpire la Russia europea nell’ultima decade di Giugno, nuovo blocco della circolazione atmosferica

La forte ondata di calore prevista dal modello GFS sui territori della Russia europea
La forte ondata di calore prevista dal modello GFS sui territori della Russia europea

Entro la fine del mese una grande ondata di calore potrebbe colpire i territori della Russia europea, fino alle latitudini sub-polari, per la strutturazione di un robusto promontorio anticiclonico di blocco fra la Turchia, bacino del mar Nero e bassopiano Sarmatico, imposta da un’ampia ondulazione oraria del “getto polare” fra la Scandinavia e l’Europa orientale. Le ultime uscite modellistiche continuano a proporre per l’ultima decade di Giugno la persistenza di un preoccupante blocco della circolazione atmosferica, proprio in prossimità dell’Europa orientale e del comparto russo, che potrebbe generare una fortissima ondata di calore, tanto da spingere l’isoterma di +20°C a 850 hpa  (1300-1400 metri) fino alla Taiga e alle coste artiche russe che si affacciano sul freddo mar di Barents. Per molti aspetti questo tipo di impianto configurativo prognosticato dal modello GFS presenterebbe delle analogie con la terribile, quanto storica, ondata di calore che interessò gli sterminati territori della Russia europea e della Siberia nel Luglio del 2010. Allora bastarono diversi mesi di siccità e prolungato regime anticiclonico per bruciare sotto il sole cocente campagne e intere porzioni di foreste di conifere dell’Eurasia, determinando una spaventosa “heat wave” che in meno di un mese frantumò la gran parte dei record assoluti di caldo esistenti da oltre un secolo di rilevazioni. Il persistente regime anticiclonico, rimasto immobile per oltre un mese (Luglio 2010), ha rallentato il normale trasferimento di umidità dal suolo verso l’atmosfera, favorendo la deumidificazione dell’atmosfera, mentre la vegetazione sopra la taiga si è seccata, fino ad essere letteralmente bruciata dagli incendi e dal sole cocente.

L'ampio blocco anticiclonico che si stabilirà sulla Russia europea
L’ampio blocco anticiclonico che si stabilirà sulla Russia europea e alimenterà la forte ondata di calore

Al contempo più a sud, il blocco della circolazione atmosferica sopra la Russia europea, ha avuto pesanti ripercussioni sulla circolazione monsonica estiva da SO, piegandola più verso il Pakistan che in direzione dell’India, a causa della discesa di un ramo del “getto sub-tropicale” fino al nord del Pakistan e nell’area montuosa dell’Hindu Kush. In pratica, la persistenza del ramo discendente del “getto sub-ropicale” sul nord del Pakistan, ha originato una circolazione depressionaria sull’area pakistana che ha deviato gli umidi venti monsonici, i quali invece di puntare verso nord-est, si sono spinti verso nord e nord-ovest, investendo in pieno il paese asiatico. Una significativo cambiamento che ha originato le precipitazioni torrenziali su buona parte del Pakistan settentrionale, con apporti di oltre 300-400 mm in quattro giorni. In quei giorni a Mosca le temperature medie sono state di circa +7.6 °C superiore alla norma. Una grandissima anomalia finora mai verificata sulla capitale russa da quando esistono le rilevazioni. Una temperatura record per la città è stata fissata il 29 Luglio, allorquando il termometro salì fino a +38.2°C. In totale su Mosca la colonnina di mercurio ha varcato ampiamente la soglia dei +30°C per 33 giorni consecutivi. In molte località della Russia europea la temperature media è stata di ben +5°C +6°C rispetto alla media del periodo. Il calore è stata accompagnato da incendi forestali distruttive, mentre la grave siccità, in particolare nella regione del Volga, ha portato cattivi raccolti e gravi ripercussioni economiche.

Anche i paesi limitrofi sono stati colpiti, con temperature estreme fino a più di +34°C +35°C registrate in Finlandia, Ucraina e Bielorussia. Quella del 2010 è stata un estate molto calda pure in molte altre parti dell’Eurasia e dell’Africa settentrionale. L’Estremo Oriente russo ha registrato temperature medie ben al di sopra del normale, che in combinazione con il caldo estremo verificatosi sulla Russia europea, hanno  determinata l’estate più calda di sempre mai registrata sull’intero territorio russo. A differenza del 2010 stavolta l’evento sembrerebbe meno rilevante. Ma ciò non toglie che potrà causare importanti ripercussioni. Specie se si verifica in un ampia porzione di aree continentali che escono da un lungo periodo di stasi anticiclonica (a tutte le quote) e temperature largamente sopra le medie del periodo, che hanno contribuito a surriscaldare per bene il terreno.

Questo imponente “blocking” altopressorio, al traverso della Russia europea, causerà un marcato rallentamento del ramo principale del “getto polare” che proveniente dall’Europa centro-orientale, frenando l’imponente “onda di Rossby” sviluppatasi (onda anticiclonica), impedirà la normale progressione dei sistemi meteorologici da ovest a est, con la conseguente persistenza dell’onda di calore sui medesimi territori. In più, rimanendo bloccato sui medesimi territori, il robusto promontorio anticiclonico di blocco continuerà a pilotare, dal suo lato occidentale, masse d’aria molto calde, per non dire “roventi” (dopo essersi ulteriormente scaldate stazionando per più giorni sopra le pianure della Russia meridionale), fino alle coste affacciate sul mar di Barents (libero dai ghiacci), in piena area artica, apportando significative anomalie termiche positive che avranno un impatto negativo in relazione al processo di fusione dei ghiacci del Polo Nord, durante il periodo estivo.