
L’estate 2013 continua ad inanellare al suo già lungo archivio nuovi eventi meteorologici particolarmente estremi sul continente nord-americano. Stavolta parliamo dell’improvvisa alluvione lampo che lo scorso lunedì 8 Luglio ha allagato la città di Montreal, una delle più grandi e più conosciute del Canada. Il passaggio di una linea d’instabilità, attorno la regione dei Grandi Laghi, legata ad un più ampio sistema frontale, ha favorito la formazione di più nuclei temporaleschi che si sono spinti negli stessi luoghi, interessando da vicino l’area di Toronto e i suoi sobborghi periferici, dove i forti rovesci di pioggia, andati avanti per l’intera giornata di lunedì, hanno scaricato oltre 100-120 mm di pioggia in meno di 24 ore. I suddetti temporali si muovevano in modo molto lento, questo ha consentito la persistenza delle forti precipitazioni convettive sulle medesime aree che hanno fatto il pieno, accumulando oltre 100 mm in poche ore. Davvero sorprendente l’accumulo registrato al Pearson Airport di Toronto, dove in meno di 24 ore i forti rovesci di pioggia sono riusciti a scaricare oltre 126 millimetri d’acqua, stabilendo il nuovo record di massimo accumulo pluviometrico in una sola giornata (mai cosi tanta pioggia in un giorno). Letteralmente stracciato il precedente record di massimo accumulo pluviometrico nelle 24 ore, risalente al 15 Ottobre 1954, quando su Toronto arrivarono i resti dell’uragano “Hazel” che lasciarono un accumulo massimo di 121,4 mm in città. Si tratta di accumuli pluviometrici a dir poco significativi per la grande città canadese che è stata letteralmente sommersa.

In poche ore i principali quartieri sono finiti sott’acqua. Molte le strade ridotte in autentici pantani nel cuore della città. Dal 1937 ad oggi, ossia da quando è entrata in funzione la stazione meteorologica dell’aeroporto, su Toronto non era caduta cosi tanta pioggia in un solo giorno. L’evento diventa ancora più eccezionale se si pensa che in questo caso le forti piogge non sono state causate dal passaggio di un ex uragano, una vecchia perturbazione tropicale, risalente dall’Atlantico tropicale, o da una circolazione depressionaria extratropicale particolarmente intensa, con una notevole discontinuità termica associata. Ma sono bastate delle infiltrazioni di aria più fredda in quota, nella media e alta troposfera, per far sviluppare delle grosse “Cellule temporalesche”, successivamente evolute in veri “Clusters”, alimentati da moti convettivi particolarmente intensi ed esplosivi che hanno prodotto imponenti cumulonembi, con top davvero elevati. Nel caso di Toronto il “flash flood” dello scorso lunedì 8 Luglio 2013 è stato inasprito dal fatto che le precipitazioni più violente, caratterizzate da elevati indici di rain/rate, si sono concentrato proprio intorno l’area urbana, dove il sistema di deflusso delle acque piovane è andato in sovraccarico, data l’eccezionalità dell’evento. Eppure proprio meno di un mese fa un’altra importante inondazione lampo aveva interessato la città di Calgary, nello stato dell’Alberta, dove sono stati cagionati danni per oltre 3 miliardi di dollari, un valore veramente ingente. Quella di Calgary è stata l’alluvione più costosa nella storia del Canada. Finora sul territorio canadese non si era mai verificata una inondazione cosi disastrosa. Nei prossimi giorni non sono esclusi nuovi fenomeni meteorologici estremi, visto le pesanti anomalie riscontrate nel nuovo pattern del ramo principale del “getto polare”, che entra dal Pacifico settentrionale, sempre più indebolito e con un andamento pesantemente ondulato.


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