Animali che prevedono i terremoti. I rospi di L’Aquila

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_57044885_common_toad_1Alcuni ricercatori hanno iniziato ad investigare sulla sensibilità degli animali ai  terremoti dopo avere visto una colonia di rospi abbandonare improvvisamente gli stagni a L’Aquila, nel 2009, qualche giorno prima del sisma, e hanno suggerito che il comportamento animale dovrebbe essere incluso tra i segnali precursori.

I rospi dell’Aquila non sono né il primo né il solo esempio di comportamento animale inusuale prima di un evento sismico. Sono numerosissimi i casi di rettili, anfibi e pesci: nel luglio 2009, qualche ora prima di un forte terremoto a San Diego, dozzine di calamari di Humboldt (che vivono tra i 200 e i 600 m di profondità) sono stati trovati sulle spiagge della città statunitense; nel 1975 ad Haicheng in Cina, moltissimi testimoni hanno visto serpenti emergere dalle loro tane un mese prima che la città venisse colpita dal sisma. Cosa particolarmente inusuale, in quanto i serpenti erano nel bel mezzo del loro periodo di letargo, e con la bassissima temperatura esterna, uscire dai cunicoli era pressoché un suicidio per questi rettili a sangue freddo.

In tutti questi casi, però, si è potuto osservare solo un evento insolito per volta, e le scosse più rilevanti sono così rare che gli eventi che li precedono sono difficili da studiare nel dettaglio.

Ecco perché il caso dell’Aquila è diverso.

Le scoperte del team, guidato da Friedemann Freund, geofisico alla NASA e Rachel Grant, biologa alla UK’s Open University, sono state pubblicate sull’International Journal of Environmental Research and Public Health, dove viene descritto il meccanismo attraverso il quale la rocce sottoposte a tensione rilasciano particelle cariche che reagiscono con le acque sotterranee: gli animali che vivono nelle o vicino tali acque sono altamente sensibili a qualsiasi variazione della sua composizione, sicché potrebbero percepirla anche giorni prima dell’evento. Il team, spera che la loro teoria possa portare biologi e geologi a lavorare insieme, per scoprire come gli animali potrebbero aiutarci nella predizione dei terremoti.

rospo 2La dott.ssa Grant stava monitorando una colonia di rospi per la tesi del suo dottorato. “E’ stato sensazionale,” ha affermato. “Da 96 sono scomparsi tutti improvvisamente in 3 giorni.” La sua scoperta è stata pubblicata sul Journal of Zoology e poco dopo la biologa è stata contattata dalla NASA. Gli scienziati all’agenzia spaziale statunitense studiano da molti anni ormai le variazioni chimiche che hanno luogo quando le rocce sono sottoposte a tensione e si sono chiesti se tali variazioni possono essere connesse all’esodo di massa dei rospi.

I loro test in laboratorio hanno rivelato che non solo i due elementi potrebbero essere connessi ma anche che la crosta terrestre potrebbe incidere direttamente sulla composizione chimica dello stagno dove i rospi vivevano a quel tempo.

Il dott. Friedemann Freund ha dimostrato che quando le rocce sono sottoposte a una fortissima tensione, rilasciano particelle cariche: queste possono giungere alle rocce circostanti e quando giungono in superficie convertono le molecole d’aria in particelle cariche dette ioni. “Gli ioni positivi sono ben conosciuti dalla comunità medica, perché causano mal di testa e nausea negli esseri umani e aumentano i livelli di serotonina nel sangue degli animali,” afferma Freund. “Possono anche reagire con l’acqua, trasformandola in perossido d’idrogeno.”

Questa catena di eventi potrebbe influire anche sulla materia organica dello stagno, trasformandola in sostanze che sono tossiche per gli animali acquatici. Si tratta di un meccanismo complicato che dovrebbe essere studiato a fondo.

La dott.ssa Grant sostiene che si tratta del primo meccanismo convincente di “segnale pre-terremoto” a cui gli animali acquatici reagiscono in maniera netta. “Se si pensa a tutto ciò che succede a queste rocce, sarebbe strano se gli animali non ne fossero anche loro condizionati in qualche modo.”

Il dott. Freund aggiunge che il comportamento degli animali potrebbe essere un ulteriore elemento di connessione agli eventi sismici. “Quando saremo in grado di capire che tutti questi segnali sono connessi, se individueremo quattro o cinque di questi convergere nella stessa direzione, potremo dire ‘ecco, qualcosa sta per accadere’.”