App e Social network, un successo per studiare i terremoti

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sismografoSocial network e App dedicate aiutano a studiare meglio i terremoti: la conferma arriva da una ricerca condotta dal servizio Usa per la Sorveglianza Geologica (Usgs) secondo cui la cosiddetta ‘scienza partecipativa’ rappresenta un importante strumento low cost complementare alla ricerca. Analogamente a quanto fatto anche dall’Istituto Nazionale di Geologia e Vulcanologia (Ingv) che ha lanciato il servizio ‘Hai sentito il terremoto?’, in molte nazioni, a partire dagli Usa, sono state sviluppate applicazioni o servizi ideati per allargare la conoscenza degli eventi sismici. Al fianco di delle vere e proprie stazioni di rilevamento sismico, applicazioni per smartphone come ad esempio il ”Did you feel it?” statunitense oppure l’italiano ”Hai sentito il terremoto?”, permettono ai cittadini di dare comunicazione di eventuali scosse sismiche. Secondo lo studio, i nuovi strumenti hanno la capacita’ da un lato di sensibilizzare la popolazione e dall’altro di ottenere informazioni preziose in modo molto rapido. A livello mondiale i sensori di rilevamento dei terremoti sono pochi, in proporzione al territorio, e questo vuol dire che i segnali di comunicazione possono impiegare circa 20 minuti prima di essere elaborati del centro di ricerca. I nuovi strumenti possono fornire invece avvisi di terremoti, sentiti in qualsiasi parte del mondo ai sismologi, via Twitter in meno di due minuti. L’introduzione di questi servizi risulta molto economica e rappresenta quindi un ottima soluzione per integrare, ma ovviamente non sostituire, le reti tradizionali.