Baleari, un incendio incontrollato distrugge uno dei patrimoni dell’UNESCO nell’isola di Maiorca (FOTO)

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02Ormai si può parlare di disastro ambientale nelle Isole Baleari. L’incendio iniziato venerdì scorso nell’isola di Maiorca, ha divorato ormai 2mila ettari di vegetazione fra cui aree naturalisticamente importantissime, e nonostante l’enorme dispiegamento di uomini e mezzi risulta in queste ore incontrollato.

Il forte vento spinge le fiamme con rapidità, e in due giorni ha percorso già oltre 20 chilometri. Oltre a distruggere boschi di pino, oliveti, zone ad arbusto e alcune pregiatissime foreste di leccio, ha obbligato anche all’evacuazione di interi centri abitati. L’ultimo in ordine di tempo è Estellencs, un paesino di montagna situato nell’interno dell’isola, che in estate si riempie di vacanzieri. Oltre 700 persone sono state evacuate. Molte di esse si trovavano in alberghi e ostelli. In queste ore il paese è completamente vuoto, mentre le fiamme continuano ad avanzare.

07In questi giorni temperature prossime ai 40°C, bassa umidità e fortissimo vento hanno creato le condizioni ideali per il propagarsi dei roghi nell’area.

Estellencs, così come Andratx, già evacuato precedentemente, si trovano sulla Sierra de Tramontana, catena montuosa litoranea protetta da numerose norme di protezione ambientale, e dichiarata dall’UNESCO Patrimonio dell’Umanità. Secoli di agricoltura, terrazzamenti, opere di sapiente prelievo di acqua per fini agricoli, hanno trasformato infatti il paesaggio che oggi è stato considerato paesaggio culturale di interesse mondiale dall’agenzia dell’ONU.

L’area colpita dall’incendio, pur avendo preservato molte meraviglie naturalistiche, è stata soggetta negli ultimi decenni a scempi edilizi, per far spazio al turismo di massa che nella seconda metà del ‘900 si è sviluppato fortemente nell’arcipelago delle Baleari. La cementificazione ha agito come in moltissime zone d’Italia, sconvolgendo equilibri naturali e portando instabilità. Lo sfruttamento intensivo di risorse naturali ha creato altri problemi, riducendo ad esempio le riserve idriche.

Uno dei centri colpiti dall’incendio, Andratx, è stato inoltre l’epicentro di uno dei più noti casi di corruzione legato all’edilizia in Spagna. L’allora sindaco insieme ad assessori e con la complicità di altri politici si fece costruire una villa in zona protetta naturalisticamente,  accumulando una serie di gravi reati che lo portarono poi alla carcere. È stata solo una delle tantissime manifestazioni di corruzione nel settore urbanistico che hanno portato alla cementificazione e distruzione di molte aree anche ad alto pregio naturalistico in Spagna.