
Nei giorni scorsi anche le principali catene montuose degli USA occidentali e del Messico settentrionale sono state bersagliate da tantissimi temporali di calore, anche di moderata e forte intensità, che sono stati accompagnati da eventi meteorologici significativi, come grandine, forti raffiche di vento e tempeste di fulmini che hanno accresciuto il rischio incendi. Le “Cellule temporalesche” più intense, sviluppatesi durante le ore pomeridiane e serali, hanno interessato soprattutto le aree interne delle Montagne Rocciose e i rilievi della Sierra Madre Occidentale, a ridosso dell’altopiano desertico del Messico settentrionale, dove i moti ascensionali, esaltati dall’aspra orografia, hanno assunto una intensità notevole, originando imponenti annuvolamenti cumuliformi, alti anche più di 10-11 km. Alcuni di questi temporali, di chiara matrice “termoconvettiva”, durante la fase di sviluppo a ridosso dei rilievi delle Montagne Rocciose e della Sierra Madre Occidentale, gonfiandosi ulteriormente verso l’alto, hanno cominciato ad assumere un volume considerevole, arrivando ad espandersi e a sconfinare fino alle sottostanti aree desertiche del Nevada, Arizona e California meridionale, apportando delle piogge e dei rovesci a carattere sparso, in forma molto isolata. I temporali più intensi si sono sviluppati, nelle ore pomeridiane, fra i rilievi degli stati del Colorado, Utah, Wyoming e Idaho, dove le varie “Cellule temporalesche”, crescendo in altezza e espandendosi ulteriormente, hanno cominciato ad interagire e ad aggregarsi fra di loro, originando dei più complessi sistemi temporaleschi a “Multicella” che hanno colpito soprattutto lo Utah, il Colorado ed il Wyoming, dove si sono verificate precipitazioni di moderata e forte intensità, pur sempre localizzate in aree piuttosto ristrette.

In qualche caso i temporali hanno prodotto anche degli allagamenti temporanei e disagi alla circolazione stradale in alcune contee. Ma “Celle temporalesche” più isolate sono nate anche fra i deserti del Nevada, Arizona e California, con dei brevi rovesci di pioggia isolati, accompagnati da attività elettrica e colpi di vento, legati ai “downbursts” dei singoli temporali. Piuttosto esplosivi i nuclei temporaleschi che durante il pomeriggio hanno preso forma a ridosso della Sierra Madre Occidentale, nel Messico settentrionale, in successivo sconfinamento verso le aree desertiche dell’altopiano messicano, dando la stura a brevi rovesci e temporali che si sono poi puntualmente dissipati nel corso delle ore serali e notturne sopra i territori desertici del Messico settentrionale. L’intensa attività “termoconvettiva” che ha investito i principali rilievi del nord America si è approfondita lungo i margini più occidentali i una più ampia circolazione anticiclonica sub-tropicale presente sopra gli USA centro orientali, mentre più ad ovest, in pieno oceano Pacifico, stazionava l’anticiclone delle Aleutine, che presentava i propri massimi barici al suolo a largo delle coste della British Columbia e dello stato di Washington, con un sostenuto “gradiente barico orizzontale” lungo il suo bordo orientale.
Al confine fra le due citate strutture anticiclone, fra Pacifico orientale e USA centro orientali, si è sviluppato un debole cavo d’onda che dal Canada occidentale si è disteso al traverso delle Montagne Rocciose, facendo filtrare in quota masse d’aria un po’ più fresche dai quadranti settentrionali, in scorrimento sopra l’aria piuttosto calda e secca stagnante sopra le aree continentali degli Stati Uniti occidentali. Queste modeste infiltrazioni di aria più fresca, nella media troposfera, hanno di fatto inasprito i forti contrasti termici con l’aria molto più calda, stagnante negli strati più bassi, agevoleranno il rapido sviluppo di rovesci e temporali a carattere sparso, specie fra i rilievi, dove sovente l’attività convettiva tende ad essere enfatizzata dall’azione orografica che facilità il sollevamento “dinamico” delle masse d’aria. La presenza di una circolazione atmosferica abbastanza lasca nei medi e bassi strati, ed un “getto polare” molto indebolito fra Pacifico settentrionale e America settentrionale, hanno contribuito a stimolare ulteriormente la convenzione durante le ore diurne, rendendo ancora più esplosive le “termiche” che hanno favorito la nascita delle grosse cumulogenesi. Nei prossimi giorni l’attività “termoconvettiva” andrà ad arrestarsi, anche se dei temporali isolati e delle “Cellule temporalesche” ad evoluzione diurna continueranno a sorgere, specie fra le Montagne Rocciose, il sud-ovest degli USA e i monti del Messico settentrionale.


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