Ogni volta che, come in questo periodo, si annuncia o si sviluppa un’ondata di caldo anomalo, riaffiora una specie di “leggenda metropolitana” per cui a questo tipo di fenomeno atmosferico dovrebbe accompagnarsi un terremoto disastroso. La ricerca di associare al sisma qualche fenomeno atmosferico o naturale risale alla notte dei tempi. Già gli antichi Greci, tra cui Democrito ed Aristotele, tentarono a più riprese di collegare gli eventi tellurici con varie manifestazioni della natura, senza peraltro avvicinarsi mai alla realtà. Tra le cause più accreditate del periodo infatti figurano piogge torrenziali, eruzioni di acqua calda e spostamenti violenti di aria tra il sottosuolo e l’atmosfera.
Esplosioni di sacche di gas ed una specie di “tuoni sotterranei” le cause invece più in voga nel Rinascimento. Ma col passare del tempo, a livello popolare, s’è andata via via affermando la teoria per cui situazioni meteo caratterizzate da aria calma, calda ed afosa o comunque temperature superiori alla norma, fossero in grado di generare terremoti. Niente più di una vecchia leggenda e di un inveterato luogo comune, cui davano credito però anche i nostri nonni i quali, quando faceva particolarmente caldo, avvertivano tutti i conoscenti come Cassandre: “Attenti, questo è tempo da terremoti!”. In realtà non è assolutamente vero: caldo e terremoti non sono in nessun modo collegabili dal punto di vista scientifico. E, se vogliamo, nemmeno da quello della statistica. Basta a questo proposito una semplice considerazione.
Prendiamo infatti in esame la lista dei terremoti di magnitudo almeno intorno a 6.0 avvenuti nell’ultimo millennio nel nostro paese: circa un centinaio di eventi. Ebbene circa il 30% di essi è accaduto nei mesi di dicembre, gennaio e febbraio ovvero proprio in pieno inverno e generalmente senza il verificarsi di anomalie termiche particolari. Solo il 15% di questi sismi s’è sviluppato in luglio ed agosto. E’ vero comunque che tra Cinquecento e Seicento, quando le superstizioni medioevali non erano ancora sopite e si ritenevano le catastrofi naturali una specie di castigo divino per le scelleratezze dell’umanità, in Italia diversi terremoti distruttivi si verificarono proprio in estate, in particolare nel Meridione, alimentando dunque la credenza che al caldo si potessero correlare gli eventi tellurici più forti. E’ il caso ad esempio del grande terremoto che distrusse il Vallo di Diano nell’agosto del 1561 oppure del sisma che devastò il Gargano, con tanto di tsunami, il 30 luglio 1627.
Il disastro che colpì la valle del Liri il 23 luglio 1654 e la catastrofe che nel giugno del 1688 rase al suolo diversi paesi del Sannio, compresa Benevento, contribuirono ulteriormente al rafforzamento di questa credenza, giunta fino ai giorni nostri, peraltro senza avere basi solide su cui poggiare. Difatti le magnitudo più alte, stimate o registrate, mai verificatesi nel nostro paese sono tutte da correlare ad eventi invernali: è il caso infatti non solo della Val di Noto (gennaio 1693) e dello Stretto di Messina (dicembre 1908) ma anche del Salento (febbraio 1743) o della Basilicata (dicembre 1857). Dunque non si capisce proprio perché qualcuno continui ancora a parlare di questa assurda teoria, arrampicandosi sugli specchi di certe anomalie termiche, peraltro effettive, avvenute in contemporanea al sisma friulano del 1976 (temperature ai primi di maggio prossime ai 30 gradi) o di quello irpino del 1980 (valori di 18-20 gradi a novembre).
E’ altrettanto vero però che a L’Aquila nel 2009 od in Emilia nel maggio 2012, tanto per fare due esempi vicini nel tempo, la situazione termica rientrava nella norma. Però tutto il mondo è paese e questa teoria ha trovato adepti perfino in Giappone dove i terremoti sono di casa: fior di scienziati hanno verificato se esistessero correlazioni tra anomalie termiche e terremoti. Dopo aver studiato dettagliatamente i terremoti più violenti mai registrati nell’arcipelago nipponico, gli studiosi hanno concluso che in nessun caso questi sismi si sono verificati in presenza di anomalie termiche evidenti né con situazioni meteo di aria particolarmente calma, calda ed afosa. Italia o Giappone dunque la conclusione è una sola: dimentichiamo questa teoria e parliamone solo come una sciocchezza senza alcun fondamento scientifico. Teniamoci il caldo afoso di questi giorni, godiamoci sole e mare senza chiamare in causa i terremoti che, come dimostrato dalla storia e dalla scienza, possono avvenire in qualsiasi momento ed in qualsiasi condizione meteo.
Caldo e terremoto: una leggenda da sfatare…


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