Accumulo compulsivo: quando collezionare diventa ossessione

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cervelloUn recente studio rivela come alla base del riempimento della casa fino all’inverosimile,  non ci sia un abnorme senso del possesso, ma un problema nei circuiti neuronali della scelta, che porta chi ne soffre, a temere che ogni cosa buttata, sia una decisione potenzialmente sbagliata.

Secondo i risultati di un nuovo studio di scansione celebrale, pubblicato online dagli “Archives of General Psychiatry ”  e diretto da David Tolin della Yale University School of Medicine “,  il disturbo da accumulo compulsivo è  “un’acquisizione eccessiva ed un’incapacità di gettare via oggetti, con conseguente disordine disabilitante” .

A quanti di noi capita di avvertire la propria stanza o il proprio spazio lavorativo sovraffollato ?!  Ma nelle persone  cui è stato diagnosticato il disturbo da accumulo compulsivo, di solito questo comportamento raggiunge livelli straordinari.

La Mayo Clinic, in una recente guida al trattamento, raccomanda: “Cercate di mantenere l’igiene personale e di fare il bagno. Se avete accatastato degli oggetti nella vasca o nella doccia, spostateli per potervi lavare ” .

Per sapere di più sulle differenze tra il cervello degli accumulatori compulsivi , Tolin e colleghi hanno reclutato 43 adulti con accumulo compulsivo, 31 con disturbo ossessivo- compulsivo e 33 adulti sani di controllo .

Ad ogni soggetto è stato chiesto di portare da casa una pila di carte, come giornali e posta indesiderata, mentre un’analoga collezione di articoli di carta veniva portata dagli sperimentatori.

Dopo aver fotografato 50 oggetti appartenenti ai soggetti  testati e 50 appartenenti agli sperimentatori , i controlli sani hanno scartato 40 su 50 oggetti, quelli con disturbo  da accumulo compulsivo ne hanno scartati 29 su 50  e nel mezzo, gli affetti da disturbo ossessivo-compulsivo,  ne hanno scartati 37.

Rispetto ai controlli sani, hanno impiegato un tempo leggermente più lungo rispetto ai controlli sani, riferendo un livello più alto di ansia, indecisione e tristezza durante il processo decisionale .

Nelle scansioni  fMRI, i soggetti con disturbo da accumulo hanno mostrato differenze fondamentali sia nella corteccia cingolata anteriore, associata alla rilevazione di errori in condizioni di incertezza, sia nell’insula mediale ed anteriore, legate alla valutazione del rischio, dell’importanza degli stimoli e delle decisioni emotivamente cariche.

In queste regioni,  gli accumulatori hanno mostrato un ‘attività celebrale inferiore quando dovevano decidere  su oggetti di altre persone , ma quando si trovavano di fronte a oggetti propri, quelle aree mostravano tassi molto più elevati di attività rispetto alle persone con disturbo ossessivo-compulsivo o ai controlli sani.

Tolin ed i suoi collaboratori osservano che il disturbo degli accumulatori è caratterizzato da “un marcato evitamento del processo decisionale per il possesso“, ossia avvertono spesso la sensazione di rischiare di prendere la decisione sbagliata, convinti che essa potrebbe comportare un pericolo maggiore di quello reale.

Nello studio, si insiste sul fatto che il soggetto affetto da accumulo compulsivo  non si rende conto del suo stile di vita fuori-controllo  ed è scarsamente consapevole della gravità della  sua situazione, che lo porta a resistere ai tentativi di intervento da parte di altri.

Jill,  una sessantenne  residente a Milwaukee, riempie fino all’inverosimile il frigo, l’armadio e ogni angolo della sua casa, utilizzando addirittura del nastro adesivo per sigillare la porta del congelatore.

Una ripresa della sua cucina, mostra un gatto arrampicarsi su un accumulo di pompelmi marci , e la maggior parte delle superfici, contatori inclusi, è coperta da strati di congerie  di roba vecchia  e,  per  per via delle disastrose condizioni igieniche, il padrone della casa minaccia costantemente di sfrattarla.

I sintomi negativi, sia in pazienti con disturbo ossessivo-compulsivo, che in quelli con disturbo da accumulo compulsivo, sono ridotti con l’assunzione di inibitori selettivi della ricapitazione della serotonina, impiegati anche in psicoterapia e terapia cognitivo- comportamentale.

Sebbene nessuno di questi metodi sia  il modo sicuro per curare gli accumulatori compulsivi, l’ostacolo più grande è il riconoscimento, da parte di essi, del problema. Come la Mayo Clinic raccomanda, il ricevere il trattamento al primo segnale di comparsa del problema, può aiutare a impedire che il disturbo diventi grave .