Il riscaldamento globale colpisce l’Italia. La febbre del Pianeta infatti sale di piu’ nel nostro Paese, di oltre un grado. A certificarlo e’ l’Istituto superiore per la protezione e la ricerca ambientale (Ispra) nell’Annuario dei dati ambientali, che contiene anche per la prima volta un’analisi sulle allergie da polline, da cui emerge che i picchi maggiori si hanno nel centro-Italia. L’incremento della temperatura per l’Italia – si spiega nel report – e’ evidente negli ultimi 30 anni quando ”l’aumento della temperatura media e’ stato quasi sempre superiore a quello medio globale sulla terraferma. Nel 2012 l’anomalia della temperatura media (+1,31 C) e’ stata inferiore a quella globale sulla terraferma (+0,78 C). Il 2012 e’ stato per l’Italia il ventunesimo valore annuale positivo consecutivo”; si piazza al quarto posto nel periodo che va dal 1961. ”Il fatto che in alcuni punti del mondo le temperature siano piu’ alte e’ una cosa normale – osserva Franco Deviato, responsabile Clima e meteorologia applicata dell’Ispra – E in Europa e specialmente nell’area del Mediterraneo, di cui l’Italia e’ il cuore – prosegue l’esperto – nell’ultimo decennio sono un po’ piu’ alte. Difficile cercare una ragione fisica; si possono individuare solo dei fattori per macroaree, tipo la circolazione atmosferica”. L’Ispra evidenzia come dalle stime provvisorie sulle emissioni di gas serra per il 2012 (aggiornate al 30 giugno 2013) risulti un’ulteriore diminuzione del 5% rispetto al 2011, quando erano a 488,79 milioni di tonnellate di CO2 equivalente, arrivando a 464,55 milioni di tonnellate. Per la prima volta poi viene aperto un capitolo dedicato alle allergie da polline, specie nelle aree metropolitane dove ”l’inquinamento favorisce e amplifica gli effetti negativi sulla salute umana”. Il periodo piu’ problematico per la salute e’ quello primaverile. Ma nel Paese viene rilevata ”una forte variabilita’ geografica”: in Italia centrale per esempio i valori delle allergie da polline sono ”tendenzialmente sopra la media” e risentono della ”forte presenza di cupressaceae”, con dei ”picchi a Firenze, Perugia e Castel di Lama”; i valori al nord Italia sono ”piu’ condizionati dai pollini di urticaceae e, nell’Arco prealpino, dalla spiccata biodiversita”’, mentre nelle zone costiere i valori sono bassi per via delle brezze e dei venti marini che puliscono l’aria.
Clima: la “febbre” del Pianeta sta riscaldando anche l’Italia, +1,31°C negli ultimi 30 anni


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