Clima, spiegata l’insolita attività di El Niño grazie agli alberi

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El-ninoCon siccità ed inondazioni, assieme ad altri estremi climatici in tutto il mondo, il fenomeno El NiñoOscillazione meridionale (ENSO) incide sulla vita di milioni di persone. Durante l’evento, l’attività degli uragani atlantici declina, le piogge nelle Hawaii diminuiscono, mentre le tempeste invernali nel Pacifico si spostano verso sud, aumentando il rischio di inondazioni in California.

L’abilità di prevedere come l’ENSO risponde al cambiamento climatico, è una questione di grande rilevanza per la società. Fornire informazioni accurate è una vera e propria sfida, in quanto l’ENSO varia naturalmente nel corso dei decenni e dei secoli. Le registrazioni degli strumenti si riferiscono a un periodo di tempo troppo breve per determinare se i cambiamenti climatici sono attribuibili alla natura o ai gas serra dovuti all’attività umana.

OLYMPUS DIGITAL CAMERAUn aiuto arriva inaspettatamente dalla dendrocronologia (la formazione annuale degli anelli di accrescimento degli alberi) che riflette l’attività dell’ENSO degli ultimi sette secoli. Gli anelli hanno mostrato di essere buoni indicatori di temperatura e piogge. Un team internazionale di scienziati capeggiati da Jinbao Li e Shang-Ping Xie, impegnati all’International Pacific Research Center (University of Hawaii) ha registrato ben 2.222 cronologie degli ultimi sette secoli in riferimento ai due tropici. Il loro studio è stato  pubblicato il 30 giugno 2013 su Nature Climate Change.

Le cronologie hanno mostrato una insolita attività dell’ENSO nel tardo XX secolo comparato agli ultimi sette secoli, implicando che questo fenomeno climatico reagisce in risposta al riscaldamento globale.

Nell’anno che ha seguito una forte eruzione tropicale, la nostra ricerca ha mostrato che il Pacifico centro-orientale tropicale era insolitamente freddo, seguito da un calore insolito l’anno successivo. Come i gas serra, gli aerosol vulcanici creano perturbazioni nelle radiazioni in entrata e in uscita,” spiega lo scienziato Jinbao Li.

Molti modelli climatici non prendono in considerazione la risposta dell’ENSO al riscaldamento globale,” afferma il co-autore Shang-Ping Xie. “Ciò suggerisce che molti modelli sottovalutano le perturbazioni delle radiazioni provocate dai gas serra. I nostri risultati forniscono una guida al miglioramento dei modelli e delle proiezioni dell’attività dell’ENSO. Se il trend rimane tale, dobbiamo aspettarci molti estremi climatici in futuro, come siccità e inondazioni.”