
Le montagne non sono presenti soltanto sul nostro pianeta, ma rappresentano un bene comune nel sistema solare e non solo. Dalla vetta dell’Everest alle montagne di Marte, il tema della conferenza dal titolo “Cime in orbita” che ha visto tra i protagonisti l’alpinista Nives Meroi prima donna italiana a raggiungere l’Everest, la vetta piu’ alta della Terra, senza ossigeno e senza l’aiuto di sherpa e il giornalista scientifico Giovanni Caprara del Corriere della Sera, da anni testimone delle imprese spaziali compiute da tutti i paesi del mondo. La conferenza, tenuta all’Universita’ Luiss di Roma e definita l’anteprima urbana del festival “Mistero dei Monti” che si svolgera’ a Madonna di Campiglio dal 2 al 23 agosto prossimo, ha tra interventi diretti, filmati originali e immagini inedite, disegnato un viaggio fantastico e metaforico dalla roccia terrestre alle montagne extraterrestri.

Nives Meroi racconta la sua scalata alla montagna piu’ alta del mondo, quella piu’ vicino al cielo, compiuta nel maggio dl 2007. Fatica, freddo e perseveranza le sue parole piu’ usate. L’avventura dell’Everest e’ poi il trampolino per narrare un’altra impresa: la scalata che il rover Curiosity della Nasa sta compiendo sul monte Sharp, su Marte. Si tratta di una montagna alta 5000 metri che si erge al centro del cratere Gale che ha un diametro di 156 chilometri. Curiosity ha il compito di scoprire le tracce degli elementi chimici che rappresentano i mattoni della vita. Qui il commento per immagini e’ di Giovanni Caprara, che ne ha seguito lo sbarco dal Jet Propulsion Laboratory della Nasa a Pasadena, nell’agosto 2012. Dalla vetta himalayana, con i suoi quasi novemila metri, ai cinquemila metri dello Sharp: due progetti, due paesaggi e due immaginari a confronto, modi diversi di salire le montagne, e di sfide che raccontano l’eterna spinta dell’uomo all’esplorazione.


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