E’ da quando suo padre lo portò all’ospedale di Dohua, nel sud della Cina, che il giovane Nong Youhui’ s divenne oggetto di studio da parte dei dottori di mezzo mondo.
Il padre Ling, sorpreso per il colore giallo appariscente degli occhi del figlio, molto simile a quello dei coccodrilli, venne ben presto tranquillizzato dal medico, che gli disse che tale colore sarebbe cambiato di lì a poco, diventando castano scuro, proprio come quello della dei cinesi, ma questo non è avvenuto.
“Cat- boy”, questo è l’appellativo che ormai tutti utilizzano per riferirsi al giovane, ha la strana capacità di vedere nel buio più pesto e pare sia in grado di leggere persino libri al buio, come qualsiasi persona farebbe alla luce del giorno.
I medici credono che il piccolo sia nato con una rara forma di leucodermia, comunemente conosciuta col nome di vitiligine, una malattia della pelle non contagiosa, classificata da alcuni ricercatori come malattia autoimmune (ossia una condizione in cui il proprio sistema immunitario attacca erroneamente i melanociti), mentre altri la ritengono una patologia genetica, sulla base del fatto che il 30% dei pazienti colpiti può individuare in famiglia almeno un altro soggetto.
La vitiligine è caratterizzata dalla comparsa di chiazze non pigmentate, ovvero di zone dove manca completamente la fisiologica colorazione dovuta alla melanina,il pigmento contenuto nei melanociti.
I melanociti, forse attaccati agli anticorpi, resterebbero vitali, ma smetterebbero di produrre melanina.
Solitamente la malattia interessa inizialmente le zone del corpo intorno ad aperture (intorno a occhi, ano, glande e genitali) e, più in generale, viso, collo, mani, avambracci e inguine.
Le macchie sono di colore bianco, con margini piuttosto scuri e delineati, ma la pelle delle zone colpite è assolutamente normale; meno nelle zone ricoperte da peli, dove spesso se ne nota lo sbiancamento e la parziale caduta o il diradamento ( nel caso dei peli della barba), con la comparsa, a volte, di prurito.
Non esiste la cura per la vitiligine, ma sono disponibili numerosi trattamenti per ridurre le manifestazioni cutanee; alcuni da utilizzare in casa; altri che richiedono la presenza di un medico.
l primo rimedio che viene consigliato è l’utilizzo quotidiano di protezioni solari: oltre a proteggere dallo sviluppo di tumori della pelle, uno schermo solare diminuisce l’abbronzatura che sarebbe causa di un aumento del contrasto di colore tra le zone colpite da vitiligine ed il resto della cute e diminuisce il rischio di scottature, molto probabili nelle zone non protette da melanina.
Sono poi disponibili in commercio diversi prodotti dermocosmetici, in grado di ridurre la differenza di colore.
Vengono in alcuni casi utilizzate creme cortisoniche perchè, sopratutto nelle primissime fasi della malattia, possono coadiuvare la ripigmentazione della cute, riducendo l’infiammazione che causa la perdita di melanina.
Un trattamento più complesso è invece la fotochemioterapia con raggi ultravioletti di tipo A: viene inizialmente somministrato un medicinale fotosensibilizzante, in seguito la parte colpita viene esposta ai raggi diretti del sole o, più spesso, a specifiche lampade UVA per ricolorare la pelle. Questo tipo di trattamento è tuttavia associato ad effetti collaterali anche gravi.
La più diffusa cura per la vitiligine è la fototerapia con l’uso dei raggi ultravioletti di tipo B: gli UVB hanno un’azione stimolante sui melanociti e sono in grado di ridurre la risposta immunitaria locale. Per ridurre i potenziali effetti collaterali di questo trattamento sono state messe a punto apparecchiature che agiscono solo sulle zone cutanee interessate.
E’ attualmente allo studio un nuovo tipo di terapia per la vitiligine che si basa sul trapianto di melanociti, coltivati in vitro a partire da un piccolo prelievo cutaneo di pelle sana.


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