Dramma siccità in Angola, colpito un milione e mezzo di persone

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siccit01Sono almeno un milione e mezzo le persone colpite dalla siccita’ che si e’ abbattuta nel sud dell’Angola dove migliaia di piantagioni sono andate distrutte per la mancanza di piogge, e dove l’assenza di nutrimento per il bestiame sta costringendo centinaia di migliaia di persone a migrare alla ricerca di cibo e acqua. Lo apprende l’Agi da una relazione stilata dal governo provinciale della regione del Cunene e da alcuni rapporti di diverse ong che stanno monitorando la situazione. La Caritas dell’Angola ha lanciato una campagna televisiva per chiedere ai cittadini di effettuare donazioni a sostegno della popolazione colpita.  Secondo le stime governative e delle ong, la siccita’ ha colpito almeno 540mila persone nella provincia del Cunene, 830mila in quella della Huila e almeno 250mila in quella del Namibe. Secondo quanto scrive il governo provinciale del Cunene, nell’ultimo anno le precipitazioni sono state pari a un terzo di quelle cadute in media negli ultimi dieci anni. “Le scorte di cibo sono finite – scriveva la provincia del Cunene il mese scorso – non esistono riserve di acqua ne’ per la popolazione ne’ per il bestiame. E’ in corso una calamita’ totale in tutti i municipi della provincia”. Il governo di questa regione avviato la distribuzione di acqua potabile, mentre il governo centrale ha inviato tonnellate di cibo fra cui riso, fagioli e mais. “La popolazione della Huila e’ costretta a spostarsi continuamente – si legge in un rapporto congiunto stilato da Oxfam, Unicef e Caritas – alla disperata ricerca di cibo e acqua per se stessi e per il bestiame. Molti pastori non hanno lasciato le loro famiglie e i bambini sono stati cosi’ costretti ad abbandonare la scuola. Molti di loro vengono impiegati nell’approvvigionamento di acqua e compiono lunghe distanze trasportando pesanti carichi”. Le autorita’ tradizionali di alcuni municipi del Namibe nei giorni scorsi si sono rivolti al governo, attraverso l’agenzia Angop, per chiedere di prendere provvedimenti urgenti. “In questo momento la nostra popolazione non ha ne’ cibo ne’ acqua – hanno dichiarato le autorita’ locali – gli animali stanno morendo per mancanza di nutrimento e gli allevatori si stanno spostando per cercare zone di pascolo per sopravvivere”. Oltre alla distribuzione di cibo il governo centrale sta pensando di costruire sistemi di raccolta di acqua per evitare di costringere gli allevatori a migrare per nutrire il bestiame.