Galapagos: George “il solitario” sarà imbalsamato

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george-tartaruga-solitariaGeorge ‘il solitario’, la tartaruga gigante simbolo del fragile ecosistema delle Galapagos in pericolo, sara’ imbalsamato: la scorsa settimana il corpo dell’animale, la cui morte un anno fa segno’ la fine della sua sub-specie, e’ stato scongelato nei laboratori di due tassidermisti di New York e sara’ esposto il prossimo inverno nelle sale del Museo di Storia Naturale davanti a Central Park prima di essere rispedito in patria dove sara’ in mostra in permanenza. La tartaruga, che alla sua morte si pensava avesse superato il secolo di vita, sara’ preservata nella tipica posa ben nota a chi lo conosceva: ”Quel che e’ stato come simbolo non sara’ mai dimenticato”, ha commentato con il New York Times Linda Cayot, consulente scientifica di Galapagos Conservancy che aveva lavorato con George per anni. Scoperto nel 1972, George era l’ultimo sopravvissuto della specie ‘Chelonoidis Abingdoni’, estintasi in seguito alla drastica riduzione di cibo e vegetazione provocata dall’introduzione di capre selvatiche nel delicato ecosistema dell’isola Pinta, dove aveva vissuto fino ad allora. Vane le speranze di veder nascere un suo discendente: portato prima sull’isola Isabela e poi su quella di Santa Cruz, l’ultracentenario George – non a caso ribattezzato ‘Solitario’ – non ne aveva voluto sapere di accoppiarsi con altre sue coetanee, appartenenti a specie simili ma evidentemente non compatibili con la sua. ”E’ una grande perdita per le Galapagos e per tutto il mondo” aveva dichiarato il 24 giugno 2012 il guardaparco che si era preso cura di lui negli ultimi anni. Imbalsamato, George continuera’ ad essere una attrazione per i quasi 200.000 turisti che visitano l’affascinante arcipelago nel Pacifico ogni anno. L’imbalsamazione costera’ oltre 300 mila dollari, coperti grazie a una joint venture tra il museo newyorchese, il Parco Nazionale delle Galapagos in Ecuadpr e il College of Environmental Studies della State University of New York. Edwin Nadula, il direttore del parco nazionale, ha detto di avere ricevuto molte proposte di esperti pronti a conservare George per sempre: ”Questa e’ stata l’opzione migliore, gli scienziati qui hanno le migliori tecniche del mondo”.