Il caldo eccezionale dei giorni scorsi null’Europa centrale: sfiorati i +40°C in Austria, stabiliti nuovi record assoluti in diversi Paesi

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L'onda mobile di calore che dal Sahara occidentale si è proiettata verso il cuore dell'Europa, valicando la barriera alpina
L’onda mobile di calore che dal Sahara occidentale si è proiettata verso il cuore dell’Europa, valicando la barriera alpina

Ci risiamo. L’estate 2013 torna a sfornare nuovi eventi meteorologici estremi, stavolta proprio nel cuore del vecchio continente. L’intensa ondata di calore, proveniente dal “rovente” entroterra desertico algerino, dopo essersi distesa sull’Italia nel weekend, come precedentemente preventivato, si è successivamente allungata oltre le Alpi, invadendo l’intero settore centrale europeo, dove si sono sperimentate temperature davvero eccezionali, con picchi prossimi al muro dei +39°C +40°C. La cresta dell’imponente onda anticiclonica, fra domenica 28 e lunedì 29, si è spinta fino al mar Baltico occidentale e alle coste polacche, lambendo persino le coste meridionali della Svezia. Sono diversi i records di caldo assoluti infranti durante lo scorso fine settimana in vari stati, fra cui il sud della Polonia, la Slovacchia e l’Austria. In totale, la scorsa domenica 28 Luglio 2013, solo in Austria sarebbero caduti ben otto record di caldo assoluti, con un picco di ben +39.2°C registrato a Bad Goisern. Valore estremo che si porta solo a mezzo grado dal record di caldo nazionale dell’intero territorio austriaco.

Si nota l'indebolimento del "getto polare" con il conseguente innesco della tipica configurazione ad "Omega" sull'area euro-atlantica
Si nota l’indebolimento del “getto polare” con il conseguente innesco della tipica configurazione ad “Omega” sull’area euro-atlantica

Oltre agli incredibili +39.2°C toccati a Bad Goisern anche i rispettivi record assoluti di città importanti dell’Austria, come Salisburgo, Villach, Bregenz e Klagenfurt, sarebbero stati frantumati. A Salisburgo domenica 28 Luglio è stata registrata una massima di ben +38.4°C, dopo una minima notturna di ben +20.9°C. Rimanendo sempre in Austria vanno citati i +38.7°C di Villach , a quasi 500 metri di altezza, e i +37.5°C raggiunti a Bregenz, a circa 424 metri di altezza. Il muro dei +36°C +37°C è stato superato pure nella capitale Vienna che nei giorni scorsi ha sperimentato delle minime notturne di ben +21°C +22°C all’ombra. Fallisce di un soffio, appena mezzo grado, l’eguagliamento del record di caldo nazione del piccolo stato del Liechtenstein, fermo ai +36.8°C di Schaan. Ma anche qui ci siamo andati molto vicino per un altro record storico. Ma basta spostarci in Svizzera per vedere archiviate temperature massima oltre i +34°C +35°C all’ombra, fra cui i +35.0°C di massima di Glarus, a 515 metri di altezza. In Slovenia è caduto solo il record assoluto di caldo di Novo Mesto, mentre più ad est, in Slovacchia, è stato stabilito il nuovo record nazionale di temperatura minima più elevata, con i +27.3°C di Piestany. Il precedente record di minima più elevata nel territorio slovacco fu di +26.4°C, registrati a Malacky, il 26 Agosto del 1992.

temp991Ma fa più notizia il nuovo record assoluto di caldo bruciato dall’osservatorio dell’università di Cracovia, dove la massima si è fermata ai +38.1°C. Superato ampiamente il precedente record di +37.4°C del 12 Agosto del 1921.Il caldo lo scorso weekend ha picchiato duro anche nella regione carpatico-danubiana e nel nord dei Balcani. Un altro record assoluto di caldo anche per Banja Luka, nella Repubblica di Sprska, territorio che comprende una parte della Bosnia Erzegovina, dove è stata misurata una massima di ben +41.6°C. Per molti aspetti questa intensa onda di calore mobile che ha sorvolato l’intera Europa centrale ricalca la grande ondata di calore che nel Luglio del 1983 strinse d’assedio l’intero territorio centrale europeo, con la “bollente” isoterma di +25°C a 850 hpa giunta in prossimità delle Alpi, comportando il conseguente abbattimento di innumerevoli record di caldo. Solo che a differenza del Luglio del 1983 stavolta l’onda di calore risulta meno intensa e persistente. La spinta di questa grossa bolla di aria calda e secca, proveniente dai deserti dell’Algeria centrale, è stata amplificata dalla singolare configurazione ad “Omega” che si è innescata sull’area euro-atlantica.

L'onda anticiclonica che con la sua cresta si spinge verso l'Europa centrale disegnando una configurazione simile a quella che ha caratterizzato la storica ondata di calore del 1983
L’onda anticiclonica che con la sua cresta si spinge verso l’Europa centrale disegnando una configurazione simile a quella che ha caratterizzato la storica ondata di calore del 1983

Nel corso del weekend appena trascorso una sensibile intensificazione del “getto polare”, ristretta sopra l’Atlantico, ha avuto il merito di stirare l’asse di una saccatura in azione sull’Atlantico orientale, ad ovest delle Isole Britanniche. La saccatura scivolando lungo l’Atlantico orientale più ad est ha stimolato un “tilting” dell’ampia promontorio anticiclonico nord-africano, che si è attestato con il proprio asse principale fra l’Algeria centrale, il Mediterraneo centro-occidentale e l’Europa centrale. Il robusto promontorio anticiclonico di matrice sub-tropicale, a seguito dello stiramento della saccatura atlantica, in fase di “tilting” visto il notevole rinforzo del “getto” lungo il ramo ascendente della saccatura, ha cominciato a gonfiarsi sopra il Mediterraneo centro-occidentale, evolvendo in un vero e proprio promontorio anticiclonico di blocco che ha assunto la tradizionale forma a cupola  fino alla Danimarca, la Svezia meridionale e il Baltico occidentale, costantemente alimentato dalla risalita di masse d’aria molto calde e secche in arrivo dai deserti dell’Algeria centrale. Nel corso delle prossime 24 ore l’ulteriore affondo della saccatura oceanica fino in prossimità dell’Atlantico marocchino ha impresso, più ad est, una notevole pulsazione dinamica all’ampia cupola anticiclonica sahariana, favorendo l’innesco di un flusso di masse d’aria molto calde e secche, d’estrazione sub-tropicale continentale, fino alla media troposfera, che hanno attivato una intensa “avvezione di spessore” sopra l’intero Mediterraneo centro-occidentale, fino all’area alpina e all’Europa centrale.

Il flusso di aria piuttosto calda e secca, ben strutturato nei medi e bassi strati, cominciando a crescere di quota, interessa gli strati medi e superiori della troposfera. Questi flussi caldi, d’origine sub-tropicale continentale (provenienti dalla regione sahariana, dai 25°-30° latitudine nord), crescendo di quota tendono ad investire una maggior fetta di troposfera, comportando importanti aumenti dei valori di geopotenziale (a 500 hpa), coadiuvati da sensibili aumenti termici (sia d’origine radiativa che per il contributo dell’insolazione). L’aumento dei valori del geopotenziale in quota tende a stabilizzare maggiormente la massa d’aria calda, che sale dalle latitudini sub-tropicali, associando ad essa condizioni spiccatamente anticicloniche. Il rialzo del geopotenziale in quota, oltre a stabilizzare la massa d’aria sub-tropicale, favorisce al contempo una recrudescenza della calura nei bassi strati, vuoi anche per il contributo dell’insolazione che della stessa ventilazione meridionale, dominante in seno ai flussi sub-tropicali.

stretto-gibilterra3Da qui tende a svilupparsi la cosiddetta onda mobile di calore (“heat waves”) che s’innesca lungo i confini fra un’area anticiclonica, particolarmente strutturata nella media troposfera, e il ramo ascendente (bordo orientale) di una estesa saccatura che dalle alte latitudini (sub-polari) si estende verso latitudini più meridionali. In genere in queste situazioni l’aumento della “compressione adiabatica” generato dall’avvezione di spessore negli strati intermedi, le notevoli “Subsidenze atmosferiche” (correnti discendenti tipiche nelle aree anticicloniche), l’intensa insolazione e la scarsa umidità, inibita proprio dalla “compressione adiabatica” verso il basso delle masse d’aria, già in origine piuttosto calde (aria sub-tropicale), comportano un sensibile aumento delle temperature che si riscontra soprattutto nei medi e bassi strati della troposfera. L’onda di calore, per fortuna, sta cominciando a sgonfiarsi, anche se la bolla di aria calda continuerà a sostare sopra i territori dell’Europa centro-orientale, assicurando temperature largamente superiori alle medie tipiche per il periodo. Al contempo, fra domani e giovedì, il promontorio anticiclonico nord-africano, disteso con il proprio asse principale verso il bacino centro-occidentale del Mediterraneo e parte dell’Europa centrale, tenderà a consolidarsi apportando condizioni di tempo stabile e soleggiato ed una nuova impennata delle temperature, seppur non con i picchi eccezionali registrati la scorsa domenica 28 Luglio, probabilmente una delle giornate più calde in Europa in questo bizzarro 2013.