Il Mediterraneo può essere sede di grossi terremoti tsunamigenici: nuovo studio del CNR

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creta“E’ stato presentato un progetto di spedizione in mare a largo delle coste della Sicilia orientale e della  Calabria con la nave N/R CNR Urania . L’obiettivo e’ quello di dare risposte ad alcune domande . Le faglie attive nella regione dello stretto di Messina , potrebbero essere responsabili dei maggiori terremoti italiani?”. Lo ha affermato  Alina Polonia dell’ISMAR CNR di Bologna.  “A questa domanda stiamo cercando gia’ di dare risposta con campagne di geologia e geofisica nel Mar Ionio  – ha proseguito Polonia – grazie alle quali e’ stato possibile ricostruire l’assetto strutturale regionale dell’Arco Calabro sottomarino , e studiare la geometria delle faglie attive. Dall’analisi delle carote acquisite nella piana abissale, a 4000 m di profondità, si sono scoperti  depositi sedimentari direttamente legati ai devastanti terremoti del 1908, 1693 e 1169. L’analisi delle carote di sedimento prelevate dai fondali marini permetterà di ricostruire il tempo di ricorrenza degli eventi sismici maggiori per periodi molto lunghi (oltre 50,000 anni), dato fondamentale per una corretta valutazione del rischio sismico in Italia meridionale.

CretaDurante la spedizione proposta per il  2014 cercheremo di studiare nel dettaglio le zone di deformazione attiva presenti a mare e correlarle con le strutture note a terra . Il progetto PRIN denominato “Geodinamica Attiva” e coordinato da  Carmelo Monaco dell’Università di Catania con ISMAR – CNR Bologna, Universita’ di Messina, Universita’ Roma Tre ed Universita’ di Parma si propone di quantificare le deformazioni recenti e determinare gli elementi di pericolosità geologica lungo le coste dell’Italia meridionale”

Tsunami1908_4Il Mediterraneo puo’ essere sede di grossi terremoti tsunamigenici .

“Applicando gli stessi metodi che hanno consentito – ha concluso Polonia –  di studiare gli effetti dei maggiori terremoti italiani sui fondali marini (paleosismologia sottomarina), e’ stato possibile ricostruire per la prima volta anche l’effetto del più grosso e dibattuto terremoto Mediterraneo noto ai cataloghi storici. Si tratta del terremoto di Creta del 365 d.c. (magnitudo stimata superiore a M=8) che ha provocato uno tsunami in tutto il Mediterraneo e la deposizione di un corpo sedimentario sui fondali marini spesso fino a 25 m. Questa scoperta dimostra che il Mediterraneo può essere sede di grossi terremoti tsunamigenici e quindi lo studio delle strutture tettoniche sottomarine e/o prossime a costa risulta di fondamentale importanza”.

Ulteriori dettagli verranno illustrati a Geoitalia 2013 , convention internazionale organizzata dalla Federazione Italiana di Scienze della Terra , ogni due anni in una citta’ diversa . Il 2013 sara’ l’anno di Pisa . Geoitalia , in programma dal 16 al 18 Settembre , sara’ un evento nell’evento con la presentazione di studi, attivita’ di ricerche , conferenze stampa , iniziative didattiche che vedra’ protagonisti anche i giovani . Un appuntamento che coinvolgera’ l’intera citta’ .

“Rivolgeremo l’attenzione al ruolo che le Geoscienze italiane svolgono e intendono svolgere per servire i bisogni della società civile – ha affermato Mauro Rosi , Presidente della Federazione Italiana di Scienze della Terra – e per assicurare le conoscenze necessarie a progettare in forma equilibrata e sostenibile il futuro del Paese. Nell’operare questa scelta, il Forum sarà coerente con l’obiettivo primario della Federazione, la promozione delle Geoscienze nella società globalizzata, servendo da riferimento organico per il rapporto con i soggetti istituzionali. L’auspicio è che la focalizzazione su tali temi inneschi un confronto efficace e di alto profilo all’interno della comunità scientifica, favorendo la trasversalità degli approcci, la sinergia con discipline complementari e la collaborazione tra professione, ricerca e istituzioni”.