Ci sono essenzialmente due modi per misurare l’entità di un terremoto. Uno è la magnitudo, l’altro è l’intensità. Con la magnitudo si esprime l’energia liberata dal sisma in profondità, in corrispondenza dell’ipocentro. L’intensità invece prende in considerazione gli effetti che il terremoto provoca sulle persone e sulle cose (piccoli oggetti, case, strade, ponti).
La misura dell’intensità avviene attraverso la scala MCS, dai cognomi di tre scienziati: Mercalli, Cancani e Sieberg. Originariamente in Italia veniva usata la scala Mercalli, alla quale però sono state fatte delle aggiunte e perfezionamenti nei primi decenni del secolo scorso.
Per conoscere l’intensità di un terremoto bisogna sapere come la popolazione lo ha avvertito e l’entità degli eventuali danni . Quando ancora internet non esisteva, si doveva aspettare che le squadre di soccorso verificassero sul posto, ma oggi grazie alla rete tutto questo avviene in pochi minuti. Attraverso la pagina web dell’INGV “Hai sentito il terremoto”, le persone che hanno avvertito il sisma possono compilare un questionario macrosismico on-line. Dopo aver inserito il luogo geografico in cui ci si trovava, si risponde a una serie di domande sull’entità della scossa avvertita. Si deve specificare se si ha avuto paura, se ci si è svegliati dal sonno, se gli eventuali animali in casa hanno mostrato comportamento strano, se i lampadari hanno oscillato e quanto, se le porcellane e le cristalliere hanno tintinnato o si sono rotte, e via dicendo fino ad arrivare a domande relative ad eventuali danni registrati alla propria abitazione.
In base alle risposte dei cittadini, i ricercatori dell’INGV redigono una mappa delle intensità che mostra a seconda dei colori dove esse siano state più forti. La mappa di intensità del terremoto di stanotte fra Ancona e Macerata mostra una serie di pallini azzurri e verdi. Essi indicano rispettivamente intensità 4 e 5 della scala MCS. In particolare si nota come il grado 5 sia stato segnalato da persone che vivono a sud del Monte Conero, nelle zone di Numana, Recanati, Potenza Picena e Loreto, più vicine all’epicentro, mentre il grado 4 si registra nella zona di Ancona, leggermente più lontana. Viene anche indicato l’effetto acustico (boati), ed in questo caso esso risulta avvertito sia ad Ancona che nella zona dell’epicentro, anche se non da tutti.
Gli effetti del grado 5 della scala MCS sono cosi descritti (Sieberg, 1930):“il sisma viene percepito da numerose persone anche da quelle impegnate nelle attività giornaliere, in strada e, se sensibili, anche all’aria aperta. Nelle abitazioni si avverte la scossa in seguito al movimento ondulatorio dell’intero edificio. Si vedono le piante e le frasche, nonché i rami più piccoli dei cespugli e degli alberi agitarsi, come se ci fosse un vento moderato. Oggetti appesi come tendaggi, semafori, lampade e lampadari non troppo pesanti iniziano ad oscillare; […] i quadri urtano rumorosamente contro le pareti, oppure si spostano; da recipienti colmi ed aperti vengono versate fuori piccole quantità di liquido; possono cadere a terra ninnoli e piccoli oggetti, così come avviene anche per oggetti addossati alle pareti; […] i mobili strepitano; le porte e le imposte si aprono e si chiudono sbattendo; i vetri delle finestre si infrangono. Si svegliano quasi tutti coloro che stanno dormendo. In qualche caso le persone fuggono all’aperto.
Osservando la mappa delle intensità sismiche rilevate nel terremoto di stanotte si può vedere che hanno risposto al questionario soprattutto abitanti della costa adriatica fino a Pescara, dove il sisma è stato avvertito con intensità fra 2 e 3. Il questionario è stato compilato anche da persone che si trovavano a Roma, L’Aquila, Perugia, Firenze, Bologna e addirittura Venezia. In questo caso come si può vedere dalla mappa il pallino ha colore grigio, indicando un’intensità bassissima, fra 1 e 2, avvertita cioè a quanto riporta la descrizione MCS: soltanto da rare persone nervose, oppure molto sensibili, che si trovano in uno stato di assoluto silenzio e quasi sempre ai piani superiori dei caseggiati.
Il fatto di trovarsi ai piani alti di un edificio aumenta di molto la percezione di una scossa. Chi vive al nono piano di un palazzo la avvertirà molto più di una persona che viva al piano terra. Altro fattore determinante sull’intensità di un terremoto è il tipo di suolo su cui sorge la propria abitazione. È ormai cosa nota ai geologi che i terreni incoerenti come ad esempio le sabbie ed i limi, ancor di più se poco compattati, amplificano fortemente le onde sismiche. È il caso ad esempio dei terreni situati in pianure fluviali o lacustri. Abitazioni che sorgono invece al di sopra di terreni rocciosi, compatti, risentono molto meno delle scosse. È per questo che negli ultimi anni si sta procedendo alla microzonazione sismica, una mappatura del territorio che prende in considerazione non solo la probabilità che un certo terremoto avvenga in una data area, ma anche il tipo di amplificazione che l’onda sismica potrebbe subire localmente.
Un esempio molto didattico su come il suolo possa influire sull’intensità di un sisma anche molto lontano, arriva dal terremoto del settembre 1985 in Messico. Un sisma si sviluppò sulla costa Pacifica, a oltre 350 km da Città del Messico. Tuttavia la presenza di depositi lacustri al di sotto della capitale messicana e una particolare conformazione geomorfologica della pianura su cui sorge, causarono una enorme amplificazione delle onde sismiche. Ci furono grandi devastazioni e oltre 10 mila morti.


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