
Come temevamo il tifone “Soulik” sta cominciando a rafforzarsi sensibilmente sopra le calde acque superficiali del Pacifico occidentale. Nelle ultime 24 ore la tempesta si è ulteriormente intensificata, grazie ad un progressivo rinforzo dell’attività convettiva attorno i lati della tempesta. L’incremento dell’attività convettiva, a ridosso del nucleo centrale del tifone, sta favorendo un improvviso tracollo del minimo barico centrale al suolo, sceso sotto i 930 hpa, con una conseguente intensificazione del “gradiente barico orizzontale”, sempre più esplosivo, che ha reso ancora più potenti gli intensi venti ciclonici in azione all’interno dell’area perturbata. Il tifone scorrendo sopra ampi tratti di acque superficiali molto calde, che hanno contribuito a rilasciare all’atmosfera sovrastante importanti quantità di calore latente che hanno alimentato la convenzione attorno al sistema tropicale, si è ben strutturato anche in quota, con la formazione di grosse bande nuvolose spiraliformi avvitate attorno il vortice ciclonico. Scorrendo sopra un tratto di acque molto calde, con valori superiori ai +28°C, in poche ore “Soulik” è passato dalla 2^ categoria alla 4^ categoria della Saffir-Simpson, divenendo un tifone abbastanza pericolo, con venti medi sostenuti che hanno superato la soglia dei 210-220 km/h attorno all’area perturbata, localizzata in mezzo all’oceano Pacifico tropicale occidentale.

L’accelerazione della forza centrifuga all’interno della grande tempesta ha permesso la formazione di un bellissimo occhio centrale completamente sgombro di nubi, ben evidenziato dalle immagini satellitari trasmesse nelle ultime ore, che evidenzia l’innesco di intensi moti discendenti (“Subsidenze atmosferiche”) nell’area ove è localizzato il profondissimo minimo barico centrale al suolo, scivolato al di sotto dei 930 hpa. Questa notevole intensificazione è stata favorita dalla presenza di un “Wind Shear” in quota fra il debole e il moderato, dalla presenza nei bassi strati di un ambiente piuttosto umido e dalle elevate temperature delle acque superficiali oceaniche, con valori di oltre i +28°C. L’intenso calore latente fornico dalle calde acque superficiali oceaniche, poi risucchiato dalla stessa circolazione ciclonica, ha reso la convenzione piuttosto esplosiva, specie lungo il lato meridionale e orientale del ciclone tropicale, dove si sono formate imponenti bande nuvolose spiraliformi che hanno presentato un notevole sviluppo verticale, oltre i 14-15 km di altezza. Questi enormi corpi nuvolosi cumuliformi, avvitandosi a grandissima velocità attorno l’occhio centrale ormai ben definito e crescendo ulteriormente in altezza, a ridosso del nucleo centrale di “Soulik”, hanno dato la stura a precipitazioni di carattere torrenziale cadute fortunatamente in pieno oceano, lontano da arcipelaghi abitati e dalle terre emerse.
Solo nelle ultime ore il tifone si è temporaneamente indebolito, causa l’afflusso di aria un po’ più secca in quota che ha determinato un indebolimento della convenzione lungo il bordo più settentrionale. Le ultime moviole satellitari mettono in evidenza come le bande nuvolose spiraliforme in scorrimento sul lato nord di “Soulik” tendono ad essere sfaldate da queste iniezioni di aria più secca in quota, mentre aree di profonda attività convettiva permangono lungo il lato meridionale e orientale del tifone, dove si osserva una spessa coltre di nubi torreggianti che sta dispensando forti rovesci di pioggia, con elevatissimi indici di rain/rate. Nonostante questo temporaneo indebolimento “Soulik” ora comincia a rappresentare una seria minaccia, non tanto per l’arcipelago giapponese delle Ryùkyù, quanto per le coste settentrionali di Taiwan e soprattutto per l’arcipelago delle Sakishima, che entro venerdì dovrebbero essere raggiunte dal bordo meridionale del tifone, che causerà una sensibile intensificazione dei forti venti da N-NE e Nord, in successiva rotazione più da NO, O-NO e Ovest, non appena il ciclone tropicale si muoverà davanti le coste settentrionali di Taiwan, assieme al suo esplosivo “gradiente barico orizzontale”.

In particolare le Sakishima, nella giornata di domani, rischiano di essere investite da vicino dalle furiose tempeste di vento da NO, O-NO e Ovest, attive sul lato meridionale di “Soulik”, che dovrebbe avvicinarsi all’arcipelago mantenendo lo status di tifone di 3^ categoria Saffir-Simpson, con venti medi sostenuti molto forti, oltre la soglia dei 170-180 km/h attorno l’occhio centrale. Sulle isole più settentrionali i venti ciclonici saranno a tratti anche violenti, con probabili picchi sopra i 140-150 km/h, in grado di arrecare anche dei danni. Nel corso della giornata il tifone si muoverà più verso ovest-nord/ovest, spingendo venti molto forti, da N-NO e NO, anche sulle coste più settentrionali di Taiwan e nell’area della capitale Taipei, dove le fortissime raffiche di vento, oltre i 90-100 km/h, faranno oscillare i tanti grattacieli della città. I venti più forti fra N-NO e O-NO, con raffiche che supereranno i 120-130 km/h, nel pomeriggio di domani spazzeranno con forza le coste più settentrionali dell’isola-stato, nell’area compresa tra Danshui e Keelung. La ventilazione, piuttosto forte, comincerà a disporsi più dai quadranti occidentali e da SO, indebolendosi, non appena la tempesta inizierà a virare sul mar Cinese Orientale. Le precipitazioni più intense domani dovrebbero colpire proprio il settore nord dell’isola, data l’intensa ventilazione da NO di ritorno che sbatterà masse d’aria molto umide verso i contrafforti montuosi del vicino retroterra, dando cosi luogo ad un notevole effetto “stau” (sbarramento orografico), specie nell’area attorno Taipei, dove potranno cadere oltre 100 mm d’acqua.
Oltre ai venti furiosi il tifone produrrà anche un rapido aumento del moto ondoso che domani diverrà veramente significativo fra le coste settentrionali di Taiwan, le Sakishima e le isole a sud del Giappone, dove le fortissime tempeste potranno sollevare ondate di “mare vivo” veramente gigantesche, alte anche più di 8-10 metri all’interno dell’area perturbata. Mareggiate, a tratti anche intense, sono attese sulle coste settentrionali di Taiwan, cosi come fra le isole Sakishima e le Ryùkyù meridionali, con l’arrivo di onde davvero imponenti, che raggiungeranno anche gli 8-9 metri di altezza. Dopo aver interessato da vicino le isole Sakishma e le coste settentrionali di Taiwan, da sabato, “Soulik” tenderà ad indebolirsi e a perdere parte della sua potenza, spostandosi in seguito sul mar Cinese Orientale, su acque meno calde e poco profonde, che contribuiranno a inibire l’attività convettiva in seno al profondo sistema depressionario. Con molta probabilità “Soulik”, non prima di domenica 14 Luglio, effettuerà il “landfall” definitivo lungo le coste della Cina orientale, nella parte settentrionale del Fujian, allo status di tempesta tropicale o tifone di 1^ categoria, con venti molto forti e soprattutto con moti convettivi, che seppur indeboliti, saranno in grado di arrecare abbondanti precipitazioni fin sulle aree del vicino entroterra cinese. Poco prima di effettuare il “landfall” le tempeste di vento da NE ed Est che si formeranno lungo il lato settentrionale della circolazione ciclonica andranno a colpire in pieno le coste della Cina orientale, cagionando su queste forti mareggiate, con onde alte anche più di 5 metri. Molti porti verranno chiusi obbligatoriamente mentre quasi l’intera flotta peschereccia sparsa per il mar Cinese Orientale sarà costretta a rientrare anticipatamente nei principali scali portuali, evitando di essere colpita dalla tempesta. Solo dopo aver effettuato il “landfall”, quando comincerà a spingersi verso l’entroterra della Cina orientale, “Soulik” tenderà rapidamente ad essere declassata da tempesta a semplice depressione tropicale, in grado di portare abbondanti precipitazioni e forti temporali sulla Cina orientale fra domenica e lunedì.



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