
“Luca Parmitano e’ uscito subito dopo il suo collega, solo una manciata di minuti, giusto il tempo necessario all’astronauta americano di sgombrare l’area antistante il portellone“. Lo spiega Claudio Sollazzo direttore di missione Columbus presso l’Agenzia Spaziale Europea (Esa). Una volta fuori nello spazio, i due astronauti si dirigeranno verso due diverse aree della Stazione Spaziale Internazionale. Cassidy infatti si occupera’ della sostituzione di una scheda che si trova all’interno di un trasmettiroe che si era danneggiato. Parmitano invece andra’ verso l’alloggiamento della missione scientifica Misse 8 dal quale prelevera’ due moduli. “Questo esperimento – sottolinea Sollazzo – serve a valutare l’impatto della permanenza nello spazio di alcuni materiali. Parmitano prendera’ solo due moduli e li riportera’ indietro nel blocco di depressurizzazione“. “Contemporaneamente – spiega ancora Sollazzo – Parmitano effettuera’ una serie di fotografie ad un altro importante esperimento italiano, AMS. L’occasione e’ infatti quella di valutare lo stato di conservazione dell’esperimento“. Solo dopo questa fase, la missione extraveicolare di Luca Parmitano entrera’ nel vivo. L’astronauta catanese si fissera’ con uno speciale strumento al braccio robotico della Stazione Spaziale che li trasportera’ dopo 18 minuti verso l’area di intervento sui radiatori che dovranno essere sostituiti. Dopo un secondo trasferimento – stavolta di circa 26 minuti – i due astronauti si avvieranno verso la conclusione della loro missione. “Prima di rientrare – spiega Sollazzo – i due chiuderanno definitivamente il vecchio punto di attracco alla Stazione Spaziale internazionale e alla fine rientreranno a bordo della Iss. Complessivamente la preparazione a questa uscita extraveicolare ha richiesto circa cinque ore, mentre la missione e’ previsto durera’ altrettanto“.


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