Sfiora ormai mezzo secolo la storia dell’Italia spaziale, che oggi ha segnato una nuova tappa fondamentale con la prima passeggiata spaziale di un astronauta italiano. Il 15 dicembre 1964 e’ stato infatti lanciato il primo satellite realizzato interamente in Italia, il San Marco 1 ideato dal pioniere dello spazio italiano Luigi Broglio. Con quel lancio, avvenuto dal poligono americano di Wallops Island con un razzo Scout della Nasa, l’Italia e’ diventato il terzo Paese al mondo a mettere in orbita un satellite, dopo Unione Sovietica e Stati Uniti.
Da allora l’Italia ha dato il suo contributo industriale e scientifico ad oltre cento missioni, dalla partecipazione alla Stazione Spaziale Internazionale alle recenti missioni scientifiche come Cassini-Huygens, nella quale l’Agenzia Spaziale Italiana (Asi) e’ partner delle agenzie spaziali americana Nasa ed europea Esa nell’esplorazione di Saturno; Rosetta, la sonda che nel gennaio 2014 raggiungera’ la cometa Churyumov-Gerasimenko; Mars Express, la sonda in orbita attorno a Marte destinata a dare le risposte piu’ attese sulla presenza di acqua e vita sul pianeta rosso.
Dopo il primo passo fondamentale segnato dal lancio del San Marco 1, nella primavera 1967 e’ stata la volta della realizzazione di un poligono di lancio tutto italiano: la piattaforma San Marco, al largo delle coste del Kenya. Da li’ nell’aprile dello stesso anno e’ stato lanciato il satellite scientifico San Marco 2, con il primo dei 27 lanci avvenuti dalla piattaforma, oggi dedicata a Broglio. Cominciava una tradizione che avrebbe portato l’Italia all’avanguardia nelle missioni scientifiche spaziali, con la partecipazione a programmi come Hipparcos, BeppoSAX, Tethered, la missione che nel 1992 porto’ in orbita il primo astronauta italiano, Franco Malerba. Nel frattempo l’Italia aveva compiuto un nuovo grande passo: accanto alle missioni scientifiche si inauguravano quelle applicative: nella notte fra il 25 e il 26 agosto 1977 veniva lanciato da Cape Canaveral il primo satellite nazionale per telecomunicazioni, Sirio, seguito nel 1989 dalla partecipazione al satellite europeo per la televisione diretta Olympus e nel 1991 dal satellite italiano per telecomunicazioni Italsat, il primo dei lanci gestiti dall’Asi. Attualmente la nuova sfida in questo campo e’ la partecipazione al sistema europeo di navigazione satellitare Galileo. Nel 2007 e’ stato lanciato il primo satellite della costellazione duale Cosmo SkyMed per l’osservazione della Terra: il piu’ grande programma spaziale mai varato dall’Italia, con un valore di un miliardo. Nello stesso anno e’ stato lanciato il satellite Agile, rilevatore di raggi gamma. Nel febbraio 2012 e’ stata la volta di un altro primato storico, con il lancio di Vega, il lanciatore dell’Esa per piccoli carichi progettato e costruito in Italia e dalla tecnologia decisamente innovativa. Sono italiani anche gli ‘occhi’ che osservano il sottosuolo di Marte a caccia di acqua, come i radar Marsis e Sharad.
L’Italia nello Spazio, quasi mezzo secolo di storia


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