Meteo Tropicale: Piccole Antille in allerta per la tempesta tropicale “Chantal”, in settimana si temono forti piogge su Haiti

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at201303_5dayDopo settimane di quiete l’Atlantico tropicale, in queste ultime ore, è riuscito a sfornare la prima vera insidiosa tempesta tropicale del 2013, che ravviva una stagione alquanto piatta. La perturbazione tropicale, proveniente dall’Atlantico centrale, si “Chantal” e nei prossimi giorni rappresenterà una minaccia per le Piccole Antille e gli atolli ubicati nel settore orientale del mar dei Caraibi. “Chantal” si è sviluppata nelle ultime 24 ore, in seno ad una “tropical wave” (perturbazioni tropicali sprovviste di rotazione interna) ben sviluppata, con una attività convettiva discreta ma non particolarmente esplosiva, proveniente dalle coste della Sierra Leone e della Guinea. Questa “tropical wave” africana, venendo sospinta dall’intenso “African easterly jet”, la famosa “corrente a getto tropicale” che in questo periodo dell’anno domina sopra l’Atlantico tropicale, fino all’area caraibica e al Venezuela, Guyana e alta Amazzonia, è riuscita a mantenere una buona forma, avvicinandosi sempre più alle più calde acque superficiali dell’Atlantico tropicale occidentale, dove si raggiungono temperature di ben +27.5°C +28°C, più che sufficienti per favorire lo sviluppo di una intensa tropical storm o un uragano di 1^ categoria sulla scala Saffir-Simpson. Ora la tempesta tropicale, in fase di ulteriore approfondimento, continua a muoversi spedita in direzione delle Piccole Antille.

La tropical storm "Chantal" in azione in mezzo all'Atlantico tropicale
La tropical storm “Chantal” in azione in mezzo all’Atlantico tropicale

Al momento rimane attiva in pieno oceano, nel tratto a nord-est delle coste della Guyana Francese, fra i 9° e i 10° di latitudine nord, in un ambiente che non è poi cosi ospitale per una tempesta tropicale in fase di sviluppo. Difatti, la tempesta deve fare i conti, poco più a nord, con un flusso di masse d’aria decisamente più secche e piene di polvere desertica espulsa dai deserti del Sahara occidentale, tramite una sostenuta ventilazione dai quadranti orientali, che dalle coste dell’Africa occidentale e dalle isole di Capo Verde si spinge verso l’Atlantico tropicale, rinvigorendo il ramo principale dell’Aliseo di NE  sull’Atlantico settentrionale. L’afflusso di aria molto secca, sopra l’Atlantico tropicale, viene evidenziato dalle immagini del vapore acqueo, che confermano la presenza di aria piuttosto secca, di diretta estrazione desertica, nel tratto di oceano a nord della perturbazione. Non è un caso se lungo il bordo settentrionale della circolazione depressionaria tropicale non vi è traccia di temporali o di nubi convettive, che rimangono ben consolidate solo lungo il nucleo centrale di “Chantal”. Ma nonostante queste iniezioni di aria secca, provenienti direttamente dalla regione sahariana, dove sono attivi i venti di “Harmattan” (il corrispondente dell’Aliseo di NE sopra il Sahara), non dovrebbe subire deformazioni significative, grazie anche all’apporto, lungo il suo margine meridionale ed orientale, di masse d’aria molto più umide e calde, in arrivo dalle latitudini sub-equatoriali dell’Atlantico occidentale, e dalle elevate temperature delle acque superficiali dell’Atlantico tropicale, fra i +27.5°C +28°C, che manterranno attiva una moderata attività convettiva attorno il nucleo centrale di “Chantal”, favorendo la formazione di grosse “Celle temporalesche” e “Clusters” maggiormente sviluppati a largo delle Piccole Antille.

image2Fino a domani “Chantal” transiterà su un’areale con “Wind Shear” debole o moderato che non dovrebbe creare grossi ostacoli all’attività temporalesca. Entro la serata di domani la tropical storm si avvicinerà sensibilmente alle Piccole Antille, cominciando ad interessare da vicino le isole di Barbados, St. Vincent e St. Grenadines, St. Lucia, Martinica e Dominica, che verranno raggiunte dal bordo occidentale della tempesta tropicale, dove si potranno celare dei nuclei temporaleschi o dei “Clusters” piuttosto attivi, in grado di arrecare forti rovesci di pioggia e temporali intensi, accompagnati da forti raffiche di vento e da un rinforzo del moto ondoso a ridosso delle coste atlantiche delle suddette isole. Localmente si potranno verificare delle precipitazioni piuttosto intense, capaci di provocare temporanei allagamenti e dei “flash flood”, specie fra Martinica e St. Lucia, anche se non si dovrebbero presentare le condizioni ideali per fenomeni precipitativi particolarmente estremi, visto le dimensioni piuttosto ristrette di “Chantal”. Da mercoledì la tempesta tropicale, dopo aver attraversato le Piccole Antille, si sposterà sul settore orientale del mar dei Caraibi, in direzione dell’isola di Hispaniola. Sopra il mar dei Caraibi, le cui temperature raggiungono i +28°C, “Chantal” potrà temporaneamente riorganizzarsi in una intensa tempesta tropicale ben strutturata, con venti medi sostenuti capaci di superare i 90-100 km/h, e chiusa nei medi e bassi strati, prima di raggiungere le coste meridionali di Hispaniola. Ma difficilmente “Chantal” riuscirà a trasformarsi in un vero uragano, visto la presenza di un “Wind Shear” moderato in quota all’altezza del mar dei Caraibi.

at201303_ensmodelMa il vero ostacolo sarà rappresentato proprio dall’Aliseo di NE, che proprio in questo periodo dell’anno entra dall’Atlantico tropicale verso il mar dei Caraibi, dove i venti orientali subiscono una naturale ulteriore intensificazione, nei medi e bassi strati, che tenderà ad inibire l’attività convettiva, impedendo il consolidamento della circolazione depressionaria negli strati più bassi. Inoltre, entro giovedì, la tempesta tropicale, spingendosi verso ovest-nord/ovest, tenderà ad interagire con le montagne che caratterizzano la parte interna dell’isola di Hispaniola, le quali avranno il merito di tagliare di netto la circolazione ciclonica dei venti nei bassi strati, storpiando l’intera circolazione depressionaria, che tenderà inesorabilmente a dissiparsi, perdendo buona parte delle sue energie originarie. Pur iniziando ad indebolirsi la perturbazione tropicale, fra giovedì e venerdì, rischia di sostare più a lungo in prossimità delle coste di Haiti, dove l’apporto di aria molto umida dal mar dei Caraibi rischia di provocare forti piogge e temporali piuttosto forti, capaci di produrre allagamenti, specie nell’area attorno la capitale haitiana Port Au Prince, già duramente vulnerata dal devastante terremoto del Gennaio 2010. Da allora oltre 300.000 persone, scampate al disastro, sono ancora senza casa e vivono in tendopoli di fortuna situate fra le macerie della città. Proprio ad Haiti, a causa della presenza di montagne interamente disboscate, il rischio di allagamenti e smottamenti è molto elevato.