Nel corso del prossimo weekend, come largamente anticipato nei giorni scorsi, l’Italia verrà raggiunta da quella che dovrebbe essere l’ondata di calore più intensa dell’estate 2013, proveniente direttamente dal sempre più “arroventato” Sahara algerino. L’avanzata dell’intensa onda mobile di calore verso il bacino centro-occidentale del Mediterraneo e buona parte dell’Europa centrale è da ricercare nella singolare configurazione ad “Omega” che si sta creando sull’area euro-atlantica. Osservando l’attuale situazione sinottica notiamo come ad ovest delle Isole Britanniche, sull’Atlantico orientale, è presente una ampia circolazione ciclonica, ben collaudata in quota e alimentata dal ramo principale del “getto polare” che esce a gran velocità dall’area canadese.
Nel frattempo, sull’Europa orientale, come avevamo precedentemente prognosticato, permane una semi-stazionaria circolazione depressionaria strutturata in quota, con un nocciolo freddo di -22°C -23°C alla quota di 500 hpa, fra la Bielorussia e la Russia europea sud-occidentale, il cui moto verso levante viene bloccato dall’imponente blocco anticiclonico posizionato ad est degli Urali, fra il bassopiano della Siberia occidentale e l’Artico russo, dove nei giorni scorsi si è verificata una eccezionale ondata di calore con massime oltre i +34°C +35°C oltre i 69° di latitudine nord e vari record di caldo maciullati. Tale quadro barico descrive al meglio una configurazione ad “Omega” che blocca la circolazione atmosferica alle medie latitudini, favorendo ampi scambi di calore lungo i meridiani, con flussi d’aria fredda che dall’Artico scendono verso le latitudini temperate e flussi d’aria calda che dalla fascia sub-tropicale risalgono fin verso il Polo Nord.
Entro le prossime 24 ore questo assetto configurativo favorirà una notevole espansione verso nord del promontorio anticiclonico dinamico sub-tropicale algerino, il quale invaderà l’intera Europa centro-occidentale venendo ulteriormente rinvigorito dal contemporaneo approfondimento della saccatura che si andrà a sviluppare ad ovest delle Isole Britanniche, della Spagna e del Portogallo, causa una sensibile intensificazione del “getto polare” sopra l’Atlantico che avrà il merito di stirare l’asse di saccatura fino in prossimità delle isole Canarie. La saccatura scivolando lungo l’Atlantico orientale, con l’annessa circolazione depressionaria ubicata a sud-ovest dell’Irlanda, stimolerà più ad est un “tilting” dell’ampia promontorio anticiclonico nord-africano, attestato con il proprio asse principale fra l’Algeria centrale, la Spagna ed il sud della Francia.
Quest’ultimo, a seguito dello stiramento della saccatura atlantica, in fase di “tilting” visto il notevole rinforzo del “getto” lungo il ramo ascendente della saccatura, comincerà a gonfiarsi sopra il Mediterraneo centro-occidentale, evolvendo in un vero e proprio promontorio anticiclonico di blocco che ergerà la classica forma a cupola (la cosiddetta “cresta d’onda”) fino alla Danimarca, la Svezia meridionale e il Baltico occidentale, che verrà costantemente alimentato dalla risalita di masse d’aria molto calde e secche in arrivo dai deserti dell’Algeria centrale. Nel corso delle prossime 24 ore l’ulteriore affondo della saccatura oceanica fino in prossimità dell’Atlantico marocchino imprimerà, più ad est, una notevole pulsazione dinamica all’ampia cupola anticiclonica sahariana, ora posizionata con i propri massimi al suolo e in quota sopra i deserti dell’Algeria centrale, favorendo l’innesco di un flusso di masse d’aria molto calde e secche, d’estrazione sub-tropicale continentale, fino alla media troposfera che determinerà una intensa “avvezione di spessore” sopra l’intero Mediterraneo centro-occidentale, fino alla Francia e all’area alpina.
In questi casi il flusso di aria piuttosto calda e secca, ben strutturato nei medi e bassi strati, cominciando a crescere di quota, interessa gli strati medi e superiori della troposfera. Questi flussi caldi, d’origine sub-tropicale continentale (provenienti dalla regione sahariana, dai 25°-30° latitudine nord), crescendo di quota tendono ad investire una maggior fetta di troposfera, comportando importanti aumenti dei valori di geopotenziale (a 500 hpa), coadiuvati da sensibili aumenti termici (sia d’origine radiativa che per il contributo dell’insolazione). L’aumento dei valori del geopotenziale in quota tende a stabilizzare maggiormente la massa d’aria calda, che sale dalle latitudini sub-tropicali, associando ad essa condizioni spiccatamente anticicloniche.
Il rialzo del geopotenziale in quota, oltre a stabilizzare la massa d’aria sub-tropicale ), favorisce al contempo una recrudescenza della calura nei bassi strati, vuoi anche per il contributo dell’insolazione che della stessa ventilazione meridionale, dominante in seno ai flussi sub-tropicali. Da qui tende a svilupparsi la cosiddetta onda mobile di calore (“heat waves” in inglese) che s’innesca lungo i confini fra un’area anticiclonica, particolarmente strutturata nella media troposfera, e il ramo ascendente (bordo orientale) di una estesa saccatura che dalle alte latitudini (sub-polari) si estende verso latitudini più meridionali. Sul bacino del Mediterraneo l’avvento delle classiche ondate di calore si delinea nell’erezione, verso nord o nord-est, di robusti anticicloni di blocco che dall’entroterra desertico del Marocco, dell’Algeria e della Libia si innalzano verso il “mare Nostrum”, venendo alimentati al proprio interno da un esteso flusso di aria calda e molto secca che viene aspirata direttamente dal Sahara centro-occidentale, più precisamente dall’area del Maghreb.
In genere in queste situazioni l’aumento della “compressione adiabatica” generato dall’avvezione di spessore negli strati intermedi, le notevoli “Subsidenze atmosferiche” (correnti discendenti tipiche nelle aree anticicloniche), l’intensa insolazione e la scarsa umidità, inibita proprio dalla “compressione adiabatica” verso il basso delle masse d’aria, già in origine piuttosto calde (aria sub-tropicale), comportano un sensibile aumento delle temperature che si riscontra soprattutto nei medi e bassi strati della troposfera. L’avvento dell’”avvezione di spessore”, purtroppo, già a partire da domenica e dalle giornate di lunedì e martedì, potrebbe rendere la calura davvero opprimente in molte regioni del territorio italiano, creando anche i primi disagi, soprattutto nelle aree urbane e nelle città del centro-nord, cosi come sulla Sardegna e nelle città dell’Italia centrale e la Sicilia, per via dell’aumento delle temperature delle acque superficiali dei mari e della stagnazione dell’umidità nei bassi strati. Le “Subsidenze atmosferiche” prodotte dalla cupola anticiclonica sahariana, assieme alla prolungata insolazione diurna, contribuiranno a far impennare le temperature oltre il muro dei +35°C +36°C in pianura Padana, con picchi di +37°C +38°C nelle aree più interne di Toscana e Lazio, specie attorno il fiorentino, cosi come sulle pianure di Puglia e Sicilia. Ma le temperature più elevate e altamente disagevoli, ben oltre il muro dei +40°C +41°C, si registreranno sulle zone più interne della Sardegna, fra oristanese, sassarese e nuorese, che rischiano di essere letteralmente arroventate dal flusso caldo e molto secco che sale dal Sahara algerino e dall’est del Marocco. Difatti, fra domenica e lunedì, l’asse principale dell’onda mobile di calore si disporrà al traverso della Sardegna e dei mari attigui, con l’isoterma di +26°C a 850 hpa che si spingerà fino al settore settentrionale dell’isola, mentre le roventi isoterme di +27°C +28°C si affacceranno al Canale di Sardegna.
PREVISIONI
SABATO 27 LUGLIO 2013
Al mattino l’anticiclone africano, ergendosi verso nord, assicurerà condizioni di tempo stabile e soleggiato su tutte le regioni del nord, con prevalenza di cieli sereni o poco nuvolosi. Qualche addensamento interesserà le Alpi centro-occidentale e le aree di confine, dove i cieli potranno apparire localmente irregolarmente nuvolosi. Bel tempo e clima caldo e soleggiato anche sulle regioni centrali e meridionali, con cieli sereni o poco nuvolosi. Qualche cumulo di bel tempo in tarda mattinata si potrà formare lungo i rilievi della dorsale appenninica. Sole e caldo in ascesa su Sardegna e Sicilia con cieli in larga parte sereni o poco nuvolosi, salvo innocui annuvolamenti sui rilievi più interni.
Nel pomeriggio la cupola anticiclonica nord-africana manterrà la piena stabilità su tutte le regioni settentrionali e centrali. Solo lungo le Alpi centro-occidentali nel corso del pomeriggio e della serata transiteranno degli addensamenti un po’ più consistenti, alcuni dei quali potranno dare la stura ad isolate precipitazioni, soprattutto lungo le aree di confine con la Svizzera. Sole e caldo prevarranno anche sulle regioni meridionali e sulle due isole maggiori. Qualche annuvolamento ad evoluzione diurna si presenterà sui rilievi interni abruzzesi. Nelle ore serali comincia ad acuirsi l’effetto “afa” sulle aree costiere, specie sui litorali del centro-sud e sulle due isole maggiori.
DOMENICA 28 LUGLIO 2013
L’ulteriore rinforzo del promontorio anticiclonico sub-tropicale africano, con elevati geopotenziali in quota, garantirà prevalenti condizioni di tempo stabile e soleggiato su tutto il nord e sulle regioni centrali, con prevalenza di cieli sereni o poco nuvolosi. Solo sulle Alpi centro-occidentali e sulle Dolomiti transiterà un po’ di nuvolosità sparsa, ma con precipitazioni ed isolati rovesci relegati alle aree di confine. Al sud e sulle isole maggiori avremo una considerevole recrudescenza del caldo, specie sulla Sardegna dove i cieli potrebbero apparire lattiginosi o leggermente velati, per la presenza di polvere desertica in sospensione proveniente dal Sahara algerino.
Nel pomeriggio l’opprimente cupola anticiclonica africana continuerà ad apportare condizioni di tempo stabile e soleggiato su gran parte del territorio nazionale, con cieli sereni o poco nuvolosi. Solo lungo l’area alpina potranno transitare degli annuvolamenti, a tratti anche compatti, capaci di arrecare dei rovesci sparsi lungo il confine con la Svizzera. Cieli sereni o poco nuvolosi domineranno la giornata anche sulle regioni centrali e sul meridione. In Sardegna saranno possibili delle parziali velature del cielo. Nelle ore serali s’intensifica l’”afa” lungo le zone costiere, in particolare sui litorali di Sardegna e Sicilia, dove le temperature minime non scenderanno sotto i +25°C +24°C.
TEMPERATURE
In forte aumento su tutte le regioni a partire dalla giornata di domani. Domenica sono attese temperature massime di +35°C +36°C in pianura Padana, con picchi di +37°C +38°C nelle aree più interne e le pianure di Toscana, Lazio, Puglia e Sicilia. Ma le temperature più elevate e altamente disagevoli, ben oltre il muro dei +40°C +41°C, si registreranno sulle zone più interne della Sardegna, fra oristanese, sassarese e nuorese. Nelle ore notturne l’”afa” si farà davvero opprimente, soprattutto sulle aree costiere, specie sui litorali del centro-sud e sulle due isole maggiori, dove le minime non scenderanno sotto i +25°C +24°C.
VENTI
Spireranno generalmente deboli dai quadranti settentrionali, con prevalenza delle brezze lungo le coste. Locali rinforzi da N-NO e Nord sono attesi tra Canale d’Otranto, Stretto di Messina e Ionio. Domenica una debole ventilazione meridionale comincerà ad alzarsi sui mari che circondano la Sardegna.
MARI
Da quasi calmi a poco mossi, con qualche increspatura in più fra Canale d’Otranto, Stretto di Messina e Ionio. Domenica ampie bonacce sul Tirreno.
TENDENZA PER LA PROSSIMA SETTIMANA
Da lunedì la struttura anticiclonica andrà ulteriormente a rafforzarsi sul bacino centrale del Mediterraneo, garantendo tempo stabile e clima piuttosto caldo su tutte le regioni. Attese massime di oltre i +40°C +42°C sulle aree interne della Sardegna, punte di +38°C +39°C sulle pianure e aree interne di Puglia, Basilicata, Sicilia, Lazio, Toscana ed Emilia, e picchi di oltre i +35°C +36°C sulla pianura Padana. L’opprimente calura africana continuerà a tenerci compagnia fino a metà della prossima settimana, con temperature largamente superiori alle medie stagionali e valori percepiti di oltre i +40°C +42°C. In particolare nelle grandi aree urbane del centro-nord, dove il caldo rischia di divenire veramente opprimente.


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