Non si placa la bufera sulla sperimentazione del metodo Stamina, dopo l’ultimo affondo di ‘Nature’. La Stem Cell Research Italy , “in rappresentanza di oltre 200 scienziati e ricercatori italiani che si occupano di ricerche sulle cellule staminali”, ritiene che il metodo Stamina “sia privo di qualsiasi valore scientifico e la sua applicazione generera’ nei pazienti e nei familiari false speranze che resteranno tali”. Dunque Stem Cell Research Italy “sollecita il governo italiano e le autorita’ competenti a voler riconsiderare le loro decisioni relativamente a questa presunta terapia con cellule staminali. La Stem Cell Research Italy ritiene che il governo italiano non possa rendersi complice di un trattamento privo di basi scientifiche e mediche”. Un metodo “insussistente dal punto di vista tecnologico e fondato su dati falsificati”. Infine, la Stem Cell Research Italy invita le autorita’ “a voler attuare un’ampia consultazione con gli scienziati e ricercatori che si occupano di cellule staminali al fine di evitare il ripetersi di episodi” simili. Il documento e’ sottoscritto dal Consiglio di amministrazione a nome della Scr Italy: Umberto Galderisi, Assunta Pandolfi, Marilena Cipollaro, Bruno Bonetti, Patrizia Dell’Era, Giovanni Di Bernardo, Roberta Di Pietro, Roberta Piva e Stefano Pluchino.
Dopo le critiche di Nature e di alcuni scienziati italiani anche l’associazione Coscioni chiede al ministero della salute lo stop della sperimentazione con il metodo Stamina: “Il ministero interrompa ogni rapporto con il presidente di Stamina Foundation Davide Vannoni, cancelli sperimentazione e apra una inchiesta”. Queste, in una dichiarazione congiunta, le richieste dell’avvocato Filomena Gallo, segretario dell’Associazione Luca Coscioni, e di Gilberto Corbellini, consigliere generale della stessa associazione e docente di storia della medicina e bioetica alla Sapienza. “L’Associazione Luca Coscioni per la libertà di ricerca ha denunciato da subito, insieme agli scienziati che si sono personalmente esposti, l’imbroglio che la Fondazione Stamina stava organizzando ai danni dei pazienti e dello stato. La rivista Nature ha ora portato le prove della truffa”, ricordano Gallo e Corbellini, sottolineando: “Vannoni & Co hanno trafugato immagini da articoli già pubblicati da parte di ricercatori russi per cercare di ottenete un brevetto presso l’ufficio brevetti statunitense, che ovviamente glielo ha rifiutato. Questo fatto significa che il cosiddetto metodo Stamina non esiste, come gli esperti di staminali, a cominciare dal Nobel Yamanaka, vanno dicendo da mesi”. “Ma – e l’accusa è all’ex ministro della salute – il ministro Balduzzi e alcuni suoi consulenti non ne hanno voluto sapere di evitare all’Italia l’ennesima figuraccia internazionale, lasciando nelle mani dell’attuale ministro di gestire una vicenda che ha trovato sbocco nell’incredibile decisione del Parlamento di stanziare 3 milioni di euro per sperimentare un metodo che non si può studiare scientificamente”. Per questi motivi l’associazione Coscioni chiede al ministero della salute di “interrompere immediatamente ogni rapporto con Vannoni & Co e denunciarli alla magistratura per il reato di truffa ai danni dello Stato”, ma anche “sciogliere la commissione e cancellare la sperimentazione, e illustrare in Parlamento i motivi della decisione”; “istituire una commissione di inchiesta per stabilire se qualche consulente del ministro abbia agito come portatore di interessi personali o di altri privati, inducendo il Ministero e il Parlamento ad assumere decisioni che hanno esposto il Paese al ridicolo internazionale”, e infine che “sia effettuata anche un’indagine sul coinvolgimento degli Spedali Civili di Brescia”. Non solo l’associazione chiede inoltre “che si applichi ad ogni effetto con decorrenza immediata l’ ordinanza del 15 maggio 2012 emessa dall’ Aifa, mai annullata e ancora in vigore che ha vietato i prelievi, trasporti, manipolazioni, colture, stoccaggi, e somministrazioni di cellule umane presso gli Spedali Civili di Brescia in collaborazione con Stamina Foundation Onlus”.


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