Nessuna intensa ondata di calore, ma s’intensifica l’effetto “afa” sulle città; caldo umido protagonista nei prossimi giorni

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02La cosa certa è che all’orizzonte non si attendono forti ondate di calore per la nostra penisola, visto che il cuore “rovente” dell’opprimente promontorio anticiclonico sub-tropicale, di matrice nord-africana, resterà saldamente ancorato sopra l’entroterra desertico algerino, dove nei prossimi giorni le forti “Subsidenze atmosferiche” (correnti discendenti prodotte dal regime anticiclonico stesso che comprimono l’aria verso i bassi strati) isoleranno una bolla di aria molto calda, con isoterme di +30°C +32°C a 850 hpa sull’Algeria occidentale, dove localmente i termometri si potranno impennare ben oltre la soglia dei +48°C +49°C all’ombra in pieno deserto. Il nemico da affrontare, stavolta, non sarà tanto il caldo, quanto l’umidità che da giorni si continua ad accumulare nei bassi strati, specie nelle grandi pianure del centro-nord e lungo le aree costiere. In queste zone gli alti indici di umidità relativa, specialmente durante le ore notturne, mescolandosi a temperature piuttosto elevate, a cavallo dei +28°C +30°C, tendono ad esacerbare il cosiddetto effetto “afa”, facendo avvertire al nostro organismi valori termici nettamente superiori rispetto ai dati reali.

10Sarà un caldo umido e appiccicoso che nelle grandi centri urbani dell’Italia centro-settentrionale contribuirà anche a far aumentare un po’ il disagio fisico, specie fra anziani e bambini. Durante la notte le temperature, a causa del compatto velo di umidità, difficilmente riusciranno a scendere al di sotto dei +20°C +22°C, accrescendo per l’appunto il disagio, in merito ai valori percepiti. La tendenza per i prossimi giorni ci suggerisce un ulteriore inasprimento dell’effetto “afa”, causa il mancato rimescolamento delle masse d’aria presenti nei bassi strati e la persistenza di una lasca circolazione atmosferica, nei medi strati, che continua ad agevolare un ristagno dell’umidità relativa in prossimità del suolo. L’aria non essendo mossa continuerà ad essere impregnata di umidità. Questo mix, fra temperature massime, che torneranno a varcare la soglia dei +30°C +31°C, ed elevati indici di umidità ci continuerà a tenere compagnia anche nei prossimi giorni, in quasi tutte le regioni d’Italia, con particolare riferimento per le aree del centro-nord. Ma anche sulle regioni centrali, sul meridione e nelle due isole maggiori, i tassi di umidità relativa tenderanno a balzare verso l’alto, visto il graduale riscaldamento delle acque superficiali dei mari che circondano l’Italia.

313899_4034384471588_1761546352_nLe acque dei mari sempre più calde determinano un incremento dell’evaporazione degli stessi, soprattutto in condizioni di calma, con mari piatti e assenza di ventilazione. Questi fattori, di conseguenza, contribuiranno a rendere la calura più fastidiosa durante le ore notturne in molte località dell’Italia meridionale e sulle isole maggiori, con un effetto “afa” che solo in parte verrà smontato dalla ventilazione dai quadranti settentrionali che spirerà fra basso Tirreno, basso Adriatico e Ionio, presentando locali rinforzi da N-NO sul Canale d’Otranto e da Nord sullo Stretto di Messina. Tale trend ci terrà compagnia fino al weekend, anche se già fra giovedì e venerdì delle piccole intrusioni di aria più fresca nella media troposfera favoriranno una recrudescenza dell’attività “termoconvettiva” fra Alpi e Appennino settentrionale, con la formazione di diversi temporali di calore che nelle ore serali potrebbero gonfiarsi e sconfinare fino alle sottostanti pianure di Piemonte e Lombardia, dispensando dei brevi rovesci che però non daranno alcun tipo di refrigerio.