Orso Stefano ucciso, Guacci: “servono forme di tutela più incisiva”

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orso-marsicanoMettere in campo forme piu’ incisive di tutela per la salvaguardia dell’orso bruno marsicano. A chiederlo e’ Corradino Guacci della Societa’ di storia della fauna ”Giuseppe Altobello” di Baranello (Campobasso), in una nota inviata al ministro per l’Ambiente, Andrea Orlando, e alle Commissioni permanenti Ambiente e territorio di Camera e Senato, dopo l’uccisione dell’orso Stefano avvenuta domenica scorsa sul versante molisano del Parco nazionale d’Abruzzo, Lazio e Molise. Guacci ha ribadito la necessita’ di istituire una banca del seme ”passo quasi obbligato in tutti i casi in cui si ha a che fare con una specie o sottospecie la cui consistenza numerica e’ al di sotto della soglia minima di vitalita’ nel medio-lungo periodo”. ”Cosi’ come appare un’occasione mancata – prosegue – aver ospitato per anni esemplari di entrambi i sessi nelle strutture del Pnalm senza aver tentato, e soprattutto favorito, la loro riproduzione, al fine di creare un serbatoio genetico ex situ che potrebbe rivelarsi di cruciale importanza sia per il mantenimento di variabilita’ genetica che per eventuali progetti di reintroduzione. Il conservation breeding, di cui la Societa’ propone di valutare sotto il profilo tecnico e scientifico, la percorribilita’, potrebbe rappresentare l’unica strada per favorire la necessaria espansione dell’orso bruno marsicano al di fuori dell’area di diffusione primaria”. ”Oggi, di fronte agli ultimi criminali attacchi alla fauna protetta – conclude – si rende quanto mai necessario elaborare rapidamente strategie che consentano, nella malaugurata ipotesi di un eventuale crollo della popolazione, una teorica possibilita’ di recupero”.